L’articolo
Il dottor Angelo Stuto, chirurgo proctologo, arriva a La Zanzara per affrontare uno dei temi ormai ricorrenti della trasmissione: come ci si pulisce correttamente dopo essere andati in bagno. Cruciani introduce il blocco come una questione universale, capace di mettere sullo stesso piano miliardari e fruttivendoli, mentre Parenzo racconta perfino di stare rimandando l’evacuazione per mancanza di tempo. Stuto prova quindi a riportare il dibattito su un terreno medico, almeno finché è possibile.
Dito no, acqua prima
La prima indicazione di Stuto è netta: utilizzare il dito per la pulizia interna è sconsigliato. Secondo il proctologo può provocare irritazioni o piccoli traumi e non rappresenta una pratica adatta a tutti. Spiega inoltre che il canale anale presenta differenze anatomiche tra uomini e donne e che proprio per questo una manovra interna fatta senza attenzione può creare problemi.
La sequenza che consiglia è diversa da quella raccontata da Cruciani: prima acqua, preferibilmente tiepida, poi carta igienica. L’acqua serve a rimuovere la parte principale dello sporco, mentre la carta dovrebbe essere utilizzata successivamente, quando la zona è già umida, con passaggi delicati e senza strofinare in maniera aggressiva.
Cruciani scopre così di aver fatto per anni esattamente il contrario: prima carta igienica usata energicamente e soltanto dopo bidet. Stuto gli spiega che strofinare ripetutamente può irritare la zona e che lavare prima rende la pulizia più semplice. Anche andare in bagno tre o quattro volte al giorno, precisa, non indica automaticamente una patologia: dipende dalla persona, anche se sottoporre la zona a continue frizioni può diventare problematico.
Defecare è molto più complicato di quanto sembri
La conversazione passa quindi dal come pulirsi al come funziona la defecazione. Stuto racconta di essere arrivato alla proctologia dopo aver scelto prima la medicina e poi la chirurgia, sottolineando che il suo campo non riguarda soltanto l’ano ma anche il pavimento pelvico e numerosi meccanismi funzionali.
Secondo la sua spiegazione, defecare è uno degli atti più complessi del corpo umano. Entrano in gioco muscolatura, respirazione, pressione addominale e coordinamento degli sfinteri. Stuto cita la manovra di Valsalva, cioè lo sforzo eseguito spingendo con la glottide chiusa, che aumenta la pressione verso il basso.
Cruciani naturalmente trasforma subito il termine tecnico in materiale da trasmissione, ma il punto medico resta: l’evacuazione richiede una coordinazione precisa e non è semplicemente un gesto automatico privo di meccanismi complessi.
Sesso anale e manovra di Valsalva
Era inevitabile che il discorso arrivasse al sesso anale. Cruciani chiede se praticarlo frequentemente possa facilitare l’evacuazione. Stuto risponde di no e aggiunge di non voler demonizzare la pratica sessuale in sé: nella sua impostazione, ciò che conta è che venga affrontata con le dovute precauzioni.
Il proctologo insiste soprattutto su lubrificazione, attenzione e utilizzo di oggetti adatti, spiegando che comportamenti imprudenti possono provocare lesioni. Precisa inoltre che il sesso anale non riguarda esclusivamente rapporti tra uomini e critica l’associazione automatica tra quella pratica e l’omosessualità maschile.
È in questo passaggio che arriva la frase destinata al titolo.
«Il retto è compiacente»
Stuto distingue chiaramente ano e retto, spiegando che sono strutture anatomiche diverse. L’ano comprende gli sfinteri e può essere particolarmente stretto; il retto, invece, presenta nella sua parte iniziale quella che viene chiamata ampolla rettale.
Ed è proprio qui che il medico introduce il termine: “Il retto è compiacente”.
Nel linguaggio medico utilizzato da Stuto significa che il retto è in grado di distendersi per accogliere materiale al suo interno. Non è quindi una battuta sessuale, anche se nello studio della Zanzara diventa immediatamente impossibile evitare il doppio senso. Proprio questa capacità di distensione, aggiunge il proctologo, richiede però attenzione: il fatto che una struttura possa adattarsi non significa che qualunque pratica sia priva di rischi.
Il blocco termina quindi con un piccolo manuale zanzariano di proctologia: dito no, acqua tiepida prima della carta, niente sfregamenti eccessivi, manovra di Valsalva per capire lo sforzo della defecazione e molta attenzione nelle pratiche anali. Il tutto condensato nella formula che Cruciani non poteva lasciarsi sfuggire: il retto, scientificamente parlando, è “compiacente”.













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