L’articolo
Manuela Festa, showgirl materana e vincitrice di un concorso dedicato al décolleté, debutta a La Zanzara attirando immediatamente l’attenzione di Giuseppe Cruciani e David Parenzo. L’ingresso nello studio ruota fin dai primi secondi intorno al suo abbigliamento e al seno molto appariscente: Parenzo prova a osservare che ogni luogo avrebbe un proprio dress code, mentre Cruciani gli fa notare quanto sembri improvvisamente in difficoltà davanti all’ospite. Festa non mostra alcun imbarazzo e, anzi, trasforma immediatamente il corpo nel centro del discorso: per lei l’immagine non è qualcosa da nascondere, ma una parte precisa del proprio lavoro.
«Adesso si fattura con tette e c*lo»
Cruciani parte dal titolo di Miss décolleté e le chiede apertamente quanto del suo corpo sia naturale e quanto invece sia frutto della chirurgia estetica. Festa racconta di essersi sottoposta a diversi interventi e ammette senza problemi di avere rifatto quasi tutto, compresi seno e glutei. Alla domanda sul perché una persona dovrebbe investire così tanto sul proprio aspetto, risponde con una frase che riassume perfettamente la sua filosofia: «Adesso si fattura con tette e c*lo».
Per Festa il corpo è anche capitale professionale. Non considera la chirurgia estetica una forma di subordinazione o di vergogna, ma un investimento finalizzato a costruire immagine, visibilità e guadagni. Parenzo contesta il ragionamento ricordando che milioni di persone lavorano e fatturano senza trasformare seno e sedere in strumenti professionali; lei ribatte che il suo mestiere funziona diversamente e che, nel mondo dello spettacolo, l'immagine ha un valore economico concreto.
Femminismo, haters e bellezza come investimento
Il confronto si sposta inevitabilmente sul femminismo. Cruciani le chiede cosa pensi di chi potrebbe vedere nel suo modello una rappresentazione svilente della donna. Festa respinge completamente questa lettura e racconta di essere bersagliata dagli haters ogni volta che esce un articolo su di lei. Secondo la sua interpretazione, molte critiche arriverebbero da donne che considera invidiose o da uomini ai quali non avrebbe concesso attenzione.
La stessa logica viene applicata alle relazioni. Festa dice di avere investito molto su se stessa e di non vedersi accanto a un uomo che non disponga di mezzi economici adeguati. Non parla necessariamente di età o bellezza: ciò che cerca è una persona agiata, generosa, simpatica e capace di non farle mancare nulla. Quando Parenzo prova a evocare la possibilità di innamorarsi di un ragazzo senza soldi, lei liquida il romanticismo con una convinzione molto più cinica: l’amore, sostiene, sarebbe comunque destinato a confrontarsi con tradimenti e delusioni.
«Voglio uno che mi mantenga»
A 33 anni, Festa non nasconde quindi quella che Cruciani traduce brutalmente come l’ambizione di trovare qualcuno disposto a mantenerla. Lei conferma sostanzialmente il concetto: se l’amore assoluto non esiste, tanto vale scegliere una relazione nella quale esistano affetto, simpatia e anche sicurezza economica.
Il ragionamento viene presentato come una conseguenza dell’investimento fatto sul proprio corpo e sulla propria immagine. Festa insiste anche sui costi sostenuti da una donna per estetica, trucco e cura personale, contrapponendoli alle spese che, secondo lei, molti uomini non devono affrontare. La relazione sentimentale diventa così quasi una trattativa tra ciò che lei ritiene di offrire e il livello di vita che desidera ricevere in cambio.
Antonio Zequila e le confessioni intime
Il passaggio successivo riguarda Antonio Zequila, con cui Festa racconta di essere stata fidanzata per diversi anni. Cruciani porta immediatamente la conversazione sulle dimensioni intime dell’ex compagno e lei non si sottrae. Conferma che Zequila sarebbe ben dotato, aggiungendo però di avere conosciuto anche uomini paragonabili o superiori.
Il racconto diventa ancora più personale quando Festa ricorda un episodio legato alla sessualità della coppia e all'avversione di Zequila verso alcuni aspetti dei rapporti intimi. Cruciani trasforma naturalmente tutto in una serie di “breaking news”, mentre Parenzo osserva ironicamente che difficilmente quelle informazioni avrebbero trovato spazio sulle prime pagine dei quotidiani nazionali.
Festa parla senza particolari filtri anche di depilazione totale, che considera una scelta moderna sia per le donne sia per gli uomini. Anche in questo caso il corpo viene raccontato senza nessuna dimensione privata o sacrale: estetica, sesso e immagine fanno parte dello stesso modo di presentarsi al pubblico.
Il test di cultura generale e la preferenza per Putin
Nel finale Cruciani e Parenzo decidono di sottoporre la nuova ospite a un rapido test di cultura generale. Festa riconosce Volodymyr Zelensky come presidente dell’Ucraina e Sergio Mattarella come presidente della Repubblica, mentre mostra qualche difficoltà su altre cariche istituzionali italiane.
Quando il confronto arriva a Vladimir Putin, però, la risposta diventa molto più netta. Alla domanda su chi preferisca tra Putin e Zelensky sceglie il presidente russo e motiva la posizione soprattutto in termini economici: con Mosca, sostiene, l’Italia aveva convenienza sul gas. Alla contestazione sulle responsabilità attribuite a Putin, Festa reagisce con pragmatismo e conclude che, secondo lei, è comunque meglio averlo come amico.
Corpo, denaro e nessuna voglia di chiedere scusa
L’esordio di Manuela Festa a La Zanzara ruota così intorno a una concezione estremamente esplicita del rapporto tra corpo e successo. La chirurgia estetica non viene nascosta, il desiderio di un compagno benestante non viene addolcito e perfino le esperienze sessuali vengono raccontate senza particolare pudore.
Il principio resta sempre lo stesso: se il corpo produce attenzione, lavoro e denaro, per Festa non esiste alcun motivo per fingere che non sia anche uno strumento economico. È questa la distanza principale da Parenzo, che continua a interrogarsi sul messaggio culturale di una simile rappresentazione, e il motivo per cui Cruciani trova immediatamente nella nuova ospite materiale perfetto per La Zanzara.













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