L’articolo
Il confronto tra Caterina Collovati e Andrea The Angel Face parte da due idee completamente opposte di maternità, lavoro e sessualità.
Andrea viene presentata a La Zanzara come una donna originaria della Slovacchia, residente in Alto Adige e madre di due ragazze adolescenti. Da circa due anni vive esclusivamente della produzione e vendita online di contenuti per adulti, dopo avere svolto diversi altri lavori.
Racconta di aver lavorato nell’assistenza presso uno studio medico, nella gastronomia e come cameriera. Il passaggio ai contenuti hard nasce invece dalla fotografia: prima l’attività da modella, poi la proposta di realizzare immagini più spinte e infine la trasformazione di quella esperienza in un lavoro vero e proprio.
Da modella ai contenuti hard
Andrea descrive senza particolari imbarazzi ciò che vende online: fotografie e video espliciti, compresi contenuti di autoerotismo e rapporti sessuali.
Non si presenta come escort e precisa che quello non è il suo mestiere, anche se, provocata da Cruciani, ammette che di fronte a una cifra particolarmente alta potrebbe prendere in considerazione la proposta.
Dice inoltre di parlare con i propri fan anche di argomenti che non riguardano il sesso, politica compresa.
Ma il punto che cambia completamente il tono del confronto arriva quando Cruciani le chiede delle figlie.
«La mamma vende il suo corpo online»
Le due ragazze hanno oggi 16 e 15 anni.
Andrea racconta che conoscono la natura del suo lavoro da circa dieci anni, quindi da quando erano ancora molto piccole. Dice di aver spiegato loro che la madre “vende il proprio corpo online”.
Secondo Andrea, all’inizio erano troppo giovani per comprendere davvero cosa significasse. Crescendo avrebbero poi capito meglio la natura dell’attività.
Precisa però di mantenere i contenuti lontani dalle figlie e sostiene che non abbiano accesso al materiale che produce.
È qui che Caterina Collovati interviene duramente.
Per lei il problema non è soltanto il mestiere scelto da Andrea, ma soprattutto il fatto di averlo comunicato alle bambine quando erano ancora piccole.
Collovati: «Avrebbe dovuto nasconderlo»
Collovati sostiene che a quell’età le figlie avrebbero dovuto occuparsi di tutt’altro e considera profondamente sbagliato coinvolgerle, anche soltanto attraverso una spiegazione, nella vita professionale sessuale della madre.
Arriva a definire la situazione qualcosa da assistente sociale e contesta frontalmente l’idea secondo cui dire sempre la verità ai figli sia necessariamente positivo.
Secondo lei Andrea avrebbe dovuto prima evitare quel mestiere e, se proprio avesse deciso di farlo, almeno proteggerne completamente le figlie.
Andrea replica di non essersi mai vergognata della propria attività e rivendica invece la scelta di essere trasparente.
Il timore per le figlie adolescenti
Collovati insiste sulle conseguenze sociali.
Ora che le ragazze frequentano le scuole superiori, osserva, i loro compagni potrebbero conoscere l’attività della madre, trovare online fotografie o video e trasformare tutto questo in motivo di pressioni, battute o fantasie rivolte direttamente alle figlie.
Andrea risponde che, per quanto ne sappia, alle ragazze non sono mai state fatte proposte di questo tipo.
Collovati resta scettica: anche se fosse accaduto, sostiene, non è detto che le figlie lo avrebbero raccontato alla madre.
Cruciani pone la questione ancora più direttamente: Andrea non teme che un giorno possano imbattersi accidentalmente in uno dei suoi video?
Lei ribadisce di tenere il materiale protetto e separato dalla loro vita.
«Io dovevo mantenere due bambine»
La parte più concreta del confronto riguarda però il denaro.
Andrea racconta di essere rimasta sola dopo la separazione dal marito, senza una rete familiare composta da nonni, zie o amici che potessero aiutarla quotidianamente con due bambine piccole.
Dice di aver continuato inizialmente a svolgere lavori tradizionali, ma che lo stipendio non era sufficiente a garantirle la vita che voleva offrire alle figlie. Racconta di avere avuto difficoltà ad arrivare alla fine del mese, fare la spesa e permettersi anche semplicemente delle vacanze.
Riferisce inoltre che l’ex marito contribuiva con circa 200 euro per figlia.
Oggi, grazie ai contenuti online, dichiara di guadagnare indicativamente tra 4.000 e 6.000 euro al mese.
Per Andrea è proprio questo il risultato concreto della scelta: essere riuscita a mantenere le figlie e garantire loro condizioni economiche migliori.
«Io sarei andata alla Caritas»
Collovati non considera però il bisogno economico una giustificazione sufficiente.
Dice che, trovandosi nella stessa situazione, sarebbe arrivata piuttosto a chiedere aiuto alla Caritas e sostiene che esistano corsi di formazione o altre possibilità lavorative prima di arrivare alla vendita di contenuti sessuali.
Definisce quella di Andrea una sorta di “prostituzione virtuale” e insiste sul concetto di vergogna.
Andrea respinge completamente il giudizio.
Ricorda di avere già svolto lavori considerati normali e sostiene che proprio quell’esperienza le abbia dimostrato quanto fosse difficile mantenere due figlie con gli stipendi precedenti.
Cruciani sottolinea inoltre che nel suo caso non esiste soltanto una motivazione economica: Andrea ammette anche di essere esibizionista e di provare piacere nel tipo di attività che svolge.
Due concezioni opposte della maternità
Il confronto non trova alcun punto di incontro.
Per Caterina Collovati, diventare madre impone dei limiti anche alle proprie scelte personali: una donna con due figlie dovrebbe evitare un’attività sessuale pubblica che potrebbe avere conseguenze sulla loro crescita e sulla loro vita sociale.
Per Andrea The Angel Face, invece, essere madre significa anche assumersi la responsabilità economica della famiglia e non vergognarsi di un lavoro che considera liberamente scelto, purché i figli siano protetti dal materiale destinato agli adulti.
Da una parte c’è quindi l’idea che il corpo della madre non possa diventare un prodotto pubblico senza coinvolgere indirettamente anche le figlie.
Dall’altra c’è una donna che rivendica esattamente il contrario: quel corpo, venduto online, le avrebbe permesso di mantenere proprio le sue figlie quando il resto non bastava.













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