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Giulia Barbato

Descrizione dell’ospite

Giulia Barbato alla Zanzara: la fotografa della campagna di LaSelvaggia difende il progetto che ha portato donne nude, vongole e molluschi al centro di una polemica internazionale. Le immagini realizzate per l’azienda di Santarcangelo di Romagna hanno provocato l’allontanamento dello stand dalla fiera Conxemar di Vigo, in Spagna, dopo le accuse di comunicazione sessista e degradante. Una controversia che apre il confronto su fotografia, pubblicità e rappresentazione del corpo femminile. Barbato rivendica la libertà creativa del progetto e soprattutto quella delle donne che vi hanno partecipato. La campagna, secondo quanto spiegato dall’azienda, nasce da un gruppo di lavoro interamente femminile e coinvolge modelle professioniste, retribuite e consapevoli delle immagini che sarebbero state realizzate. Il punto della sua difesa è preciso: scegliere di posare nude non significa automaticamente essere sfruttate, così come fotografare un corpo femminile non equivale necessariamente a ridurlo a un oggetto. Alla Zanzara questa posizione incontra le contestazioni di chi vede nell’accostamento tra donne e prodotti ittici il ripetersi di un vecchio stereotipo commerciale. Barbato presenta il lavoro come un progetto artistico legato all’identità del marchio, mentre Giuseppe Cruciani insiste sulla differenza tra criticare una campagna e impedirne l’esposizione. Il confronto ruota intorno al consenso delle modelle, al significato delle fotografie e alla responsabilità di chi usa immagini provocatorie per comunicare un prodotto. Questa playlist raccoglie gli interventi di Giulia Barbato e le discussioni nate intorno al suo lavoro: il confine tra arte e pubblicità, le accuse di mercificazione, la libertà di mostrarsi e le conseguenze di una controversia diventata un’enorme vetrina mediatica. Al centro resta una domanda: chi decide quando la rappresentazione di una donna esprime una scelta libera e quando, invece, riproduce uno stereotipo?

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