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Piero Sansonetti

Descrizione dell’ospite

«La giustizia non è vendetta»: Piero Sansonetti porta a La Zanzara un garantismo radicale, che difende anche quando si parla dei criminali più odiati. Giornalista con una lunga storia nella stampa di sinistra, già alla direzione di Liberazione, del Riformista e dell’Unità, affronta Giuseppe Cruciani e David Parenzo mettendo in discussione l’idea che più carcere e pene più dure rendano automaticamente una società più giusta. Questa playlist raccoglie i suoi interventi attraverso le battaglie sulla detenzione, sull’abolizione dell’ergastolo e contro il 41 bis. Sansonetti propone di limitare il carcere alle persone effettivamente pericolose e di ricorrere a misure alternative per gli altri detenuti, insistendo sulla rieducazione e sulla possibilità di rientrare nella società. Un principio che estende anche ai condannati per delitti gravissimi: la dignità del detenuto, sostiene, deve essere tutelata indipendentemente dall’orrore suscitato dal reato. Immigrazione, sicurezza e cronaca diventano così il terreno su cui mettere alla prova queste convinzioni. Alle richieste di espulsioni immediate contrappone il diritto al processo e l’uguaglianza davanti alla legge; alle invocazioni di punizioni esemplari risponde distinguendo la protezione della collettività dal desiderio di rivalsa. Richiama anche il messaggio evangelico dell’attenzione ai poveri, ai migranti e ai carcerati, suscitando le contestazioni di chi gli rimprovera di lasciare in secondo piano le vittime. Il confronto si allarga alla sua storia politica e alla critica del capitalismo: Sansonetti attribuisce ai lavoratori la produzione della ricchezza e descrive lo sfruttamento come parte del meccanismo imprenditoriale, arrivando a sostenerlo proprio ai microfoni di Radio 24. Tra obiezioni incalzanti, telefonate furibonde e risposte ironiche, difende posizioni che mettono in difficoltà anche chi condivide parte delle sue idee. Alla Zanzara il suo garantismo viene interrogato sul punto più controverso: quali diritti siamo disposti a riconoscere a chi ha violato quelli degli altri?

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