The story

Petar Duper torna a La Zanzara dopo quella che in trasmissione viene presentata come la sua radiazione dall’Ordine degli Psicologi. Cruciani lo accoglie quasi come un “simbolo di libertà”, mentre Clizia De Rossi, già presente in studio, si schiera immediatamente dalla parte opposta.

Il nodo è semplice: quanto hanno pesato gli interventi di Duper alla Zanzara e in altri podcast nel procedimento disciplinare che lo ha riguardato?

Secondo il racconto dello stesso Duper, molto.

«Hanno ascoltato le nostre chiacchierate»

Cruciani gli chiede quante segnalazioni abbia ricevuto nel corso del tempo. Duper risponde provocatoriamente parlando di “4-5 mila” segnalazioni e definendosi “il più segnalato d’Europa”, formula chiaramente iperbolica che rivendica con orgoglio.

Racconta poi che, davanti alla commissione disciplinare, gli sarebbero state elencate numerose frasi e apparizioni pubbliche, comprese quelle fatte proprio a La Zanzara e nel podcast Il Podcasterone.

Per Duper il problema è esattamente questo: sostiene che un ordine professionale non dovrebbe poter limitare la libertà di espressione di una persona fuori dall’attività clinica. Dice di non essersi mai sentito così libero come dopo l’uscita dall’Ordine e rivendica il diritto di parlare in maniera volgare, provocatoria e politicamente scorretta senza dover rispondere a un codice professionale.

Le frasi contestate

Cruciani ricorda alcune delle dichiarazioni che erano finite al centro delle polemiche: generalizzazioni pesantissime sulle donne, il denaro, i rapporti di coppia e perfino l’idea che determinati comportamenti maschili sarebbero incompatibili con un certo modello di virilità.

Duper non fa una vera marcia indietro. Simula prima delle scuse, poi ribalta immediatamente la frase in una provocazione ancora più pesante, sostenendo che tanto uomini quanto donne sarebbero asserviti al “dio denaro”.

Il punto della sua difesa rimane sempre lo stesso: volgarità, cattivo gusto e opinioni offensive non dovrebbero coincidere automaticamente con un illecito disciplinare.

Clizia De Rossi la pensa all’opposto.

La segnalazione di Clizia De Rossi

A un certo punto Cruciani rivela che tra le persone che avevano segnalato Duper all’Ordine c’era proprio Clizia De Rossi.

Lei lo conferma.

Spiega di avere deciso di intervenire dopo una serie di post e commenti e legge in diretta una parte della propria segnalazione al Consiglio di disciplina dell’Ordine degli Psicologi. Nel testo contesta a Duper comportamenti reiterati che, a suo giudizio, avrebbero leso il decoro della professione e violato principi del codice deontologico.

Clizia richiama in particolare le norme relative a dignità, autodeterminazione, contrasto dei pregiudizi e delle discriminazioni, collegandole alle dichiarazioni fatte da Duper sulle donne, sui ruoli di genere e sulle identità non binarie.

Duper reagisce accusandola di avere troppo tempo libero e di essersi messa a raccogliere sistematicamente suoi video e dichiarazioni per inviarli all’Ordine.

Libertà di parola contro responsabilità professionale

È qui che emerge il vero tema dello scontro.

Per Clizia De Rossi, essere iscritti a un ordine sanitario comporta obblighi che non scompaiono quando si entra in radio o sui social. Se uno psicologo diffonde pubblicamente affermazioni discriminatorie o incompatibili con il codice professionale, sostiene, l’Ordine ha il diritto di valutarle.

Per Petar Duper, invece, è proprio questa sovrapposizione tra professione e vita pubblica a essere intollerabile. Rivendica la possibilità di interpretare un personaggio, fare l’influencer o partecipare a una trasmissione volutamente estrema senza essere giudicato professionalmente per ogni frase pronunciata.

«Adesso sono libero»

Duper arriva perfino a sostenere che la radiazione gli abbia fatto un favore.

Spiega che, non essendo più vincolato all’Ordine, continuerà a presentarsi come dottore in psicologia, facendo riferimento ai propri titoli accademici, ma senza esercitare o qualificarsi come psicologo iscritto.

È un passaggio importante: Duper trasforma quello che dovrebbe essere il momento della sanzione in una liberazione personale. Non dice di voler cambiare registro; al contrario, promette di continuare ancora più liberamente la propria battaglia contro il politicamente corretto.

Clizia, invece, rivendica la segnalazione e insiste sul fatto che la libertà di espressione non cancelli le responsabilità legate a una professione regolamentata.

Il confronto finisce quindi senza alcun punto d’incontro: Duper considera la radiazione il prezzo pagato per parlare liberamente; Clizia De Rossi la conseguenza di dichiarazioni che, a suo giudizio, non erano compatibili con il ruolo professionale di uno psicologo.