The story

Rita De Crescenzo si collega a La Zanzara da Sharm el Sheikh con una presenza destinata a monopolizzare rapidamente la conversazione: Mimì, una piccola scimmia acquistata in Egitto e della quale racconta di essersi presa cura personalmente.

La mostra mentre beve dal biberon, racconta di averle messo il pannolino e spiega di aver provveduto a vaccinazioni e microchip. Ma soprattutto conferma di avere un obiettivo preciso: portare Mimì con sé in Italia.

Per riuscirci, dice di essersi rivolta addirittura a un avvocato.

«Ho messo un avvocato»

È la frase che trasforma immediatamente la vicenda in materiale perfetto per La Zanzara.

Quando Cruciani le chiede se stia davvero tentando di trasferire la scimmia in Italia, De Crescenzo risponde di aver incaricato un legale. I conduttori scherzano sull’idea dell’“avvocato per la scimmia”, mentre lei precisa che l’obiettivo non è naturalmente difendere Mimì in tribunale, ma capire come poterla portare legalmente nel Paese.

Rita racconta di aver preso l’animale perché le avrebbe fatto tenerezza vedendolo in uno scatolone e insiste sul proprio amore per gli animali, ricordando di avere avuto cani, tartarughe e altri animali domestici.

Dal suo punto di vista Mimì viene trattata con grande attenzione. La scimmietta viene nutrita, accudita e mostrata durante il collegamento quasi come un membro della famiglia.

È proprio questa rappresentazione a provocare la reazione di Riccardo Manca.

Riccardo Manca: «Gli animali non si comprano»

Manca entra nel confronto con una posizione completamente opposta.

Secondo l’animalista, una scimmia non dovrebbe essere acquistata e trasformata in un animale domestico. Accusa De Crescenzo di avere ridotto la biodiversità a un “accessorio da inquadratura” e sostiene che dietro il commercio di animali di questo tipo possano esistere circuiti illegali.

La sua tesi è netta: Mimì dovrebbe vivere in un ambiente adeguato alla propria specie e non essere portata in Italia come animale da compagnia.

Manca sostiene inoltre che le normative impedirebbero il trasferimento dell’animale. Nel segmento, tuttavia, questa rimane la posizione espressa da Manca: non vengono esaminati documenti o norme specifiche che permettano di verificare nel dettaglio la situazione giuridica di Mimì.

Rita reagisce contestando duramente le accuse e ribadisce di avere documentazione sanitaria, vaccinazioni e microchip.

Dai diritti della scimmia ai granchi nel frigorifero

Lo scontro assume una piega ancora più surreale quando Manca mette in dubbio la coerenza dell’amore per gli animali rivendicato da De Crescenzo.

L’animalista ricorda infatti un video nel quale, secondo il suo racconto, alcuni granchi ancora vivi sarebbero stati cucinati nell’olio bollente.

A quel punto Rita apre il frigorifero e mostra direttamente alcuni granchi portati dall’Italia in Egitto.

Cruciani fatica a comprendere l’obiezione: se quei granchi sono destinati alla cucina, domanda, quale dovrebbe essere l’alternativa? Manca risponde che anche i crostacei sono animali e contesta soprattutto il cortocircuito tra il dichiararsi amante degli animali e il mostrare pratiche che lui considera incompatibili con quella definizione.

De Crescenzo replica con un argomento molto più semplice: i granchi vengono normalmente cucinati e mangiati nei ristoranti e non vede alcuna contraddizione.

Due idee opposte del rapporto con gli animali

Dietro il tono inevitabilmente comico del segmento emerge così una divergenza reale.

Per Rita De Crescenzo prendersi cura di un animale significa garantirgli attenzioni, alimentazione e assistenza, indipendentemente dal fatto che si tratti di una specie tradizionalmente domestica.

Per Riccardo Manca, invece, il punto di partenza è opposto: alcune specie non dovrebbero essere possedute proprio perché il loro benessere dipenderebbe dalla possibilità di vivere in condizioni compatibili con la loro natura.

La scimmietta Mimì diventa quindi il centro di uno scontro che passa in pochi minuti dall’avvocato incaricato di portarla in Italia alle accuse sul commercio di animali, fino all’improbabile battaglia sui granchi.

De Crescenzo resta convinta di voler portare Mimì con sé. Manca chiude invece chiedendo che l’animale venga affidato a una struttura adatta e sottratto a quella che considera una trasformazione della fauna selvatica in spettacolo social.