The story

Daniela Martani torna nello studio de La Zanzara e prima ancora di arrivare ai topi deve superare l’interrogatorio di Cruciani sulla propria vita sentimentale.

Martani racconta di non avere rapporti sessuali dal 2022. Non ne fa un dramma: semplicemente, dice, non trova nessuno che la attragga abbastanza.

Gio Urso, ancora in studio, non perde l’occasione per provocarla e trasforma subito il confronto in uno scontro tra due modi opposti di vedere praticamente qualsiasi cosa.

Quattro anni senza sesso

Cruciani insiste sull’argomento e Martani racconta anche di aver provato per curiosità un piccolo sex toy.

L’esperienza, spiega, non l’ha particolarmente convinta. Il piacere arriva rapidamente, ma proprio per questo le manca tutto ciò che considera davvero importante in un rapporto: atmosfera, coinvolgimento, baci e componente sentimentale.

La discussione devia quindi sugli appuntamenti.

Martani sostiene che almeno nelle prime uscite debba pagare l’uomo e considera un segnale di tirchieria la richiesta di dividere immediatamente il conto.

Urso le contesta la contraddizione tra questa posizione e un discorso generale di parità tra uomini e donne. La discussione degenera nelle consuete provocazioni reciproche, con Cruciani costretto perfino a precisare che una frase iperbolica di Urso su cosa farebbe a una donna dopo averle pagato la cena è soltanto una battuta e non una minaccia reale. :chatgpt-content-reference{index="0"}

Dall’Ambasciata Topina a Matteo Bassetti

Poi finalmente si arriva al motivo più surreale del blocco: i topi.

Nei giorni precedenti La Zanzara aveva ospitato Elisa Bigi e la sua Ambasciata Topina. Martani, da animalista, si schiera apertamente dalla sua parte.

Per lei non esistono animali degni di essere protetti e altri sacrificabili soltanto perché provocano disgusto.

Cruciani decide allora di verificare fino a che punto sia disposta a portare questa posizione.

La domanda è semplicissima: vale di più la vita di un topo o quella di Matteo Bassetti?

Martani non tentenna: se dovesse scegliere, dice, salverebbe il topo.

La provocazione funziona anche perché Bassetti è un suo vecchio avversario pubblico, ma Martani allarga immediatamente il concetto: per lei la vita di ogni essere vivente ha lo stesso valore fondamentale. :chatgpt-content-reference{index="1"}

Topi, malattie e derattizzazione

Cruciani e Parenzo provano a riportare il discorso sul piano sanitario.

Si parla di roditori come potenziali vettori di malattie e viene citata anche la leptospirosi. Martani ribatte che anche gli esseri umani diffondono malattie e che i ratti possono essere tranquillamente animali domestici.

Racconta di aver visto topi addestrati a riportare una pallina come farebbe un cane e insiste sulla loro intelligenza.

La discussione si allarga inevitabilmente alle derattizzazioni.

Per Martani il fatto che un animale sia considerato infestante non autorizza automaticamente l’uomo a sterminarlo. Se possibile, sostiene, bisogna catturarlo e allontanarlo.

Quando Cruciani le chiede se faccia apertamente il tifo per i topi contro chi vuole eliminarli, la risposta è ancora una volta netta: sì.

Secondo Martani non si possono difendere soltanto gli animali belli e rassicuranti e condannare quelli che suscitano repulsione. :chatgpt-content-reference{index="2"}

Un topo vale quanto i figli di Parenzo?

La provocazione viene spinta ancora più avanti.

Cruciani le chiede se la vita di un topo abbia lo stesso valore di quella dei figli di Parenzo.

Martani resta coerente con il principio appena espresso: ogni essere vivente, dice, possiede lo stesso diritto alla vita.

Parenzo e Cruciani contestano duramente il paragone, mentre Martani accusa l’essere umano di stabilire arbitrariamente una gerarchia tra specie sulla base della propria presunta superiorità.

È il punto più netto della sua posizione antispecista: l’uomo non avrebbe un diritto naturale a decidere quali specie meritino di vivere e quali possano essere eliminate. :chatgpt-content-reference{index="3"}

Il topo contro il cacciatore

Se il confronto con Bassetti sembrava il massimo, arriva la domanda successiva: meglio salvare un topo o un cacciatore?

Qui Martani diventa ancora più radicale.

Dice di preferire senza esitazioni il topo e attacca i cacciatori definendoli persone che uccidono esseri incapaci di difendersi. Arriva persino a sostenere, nella foga della discussione, che chi caccia non meriti di vivere.

È una dichiarazione estrema pronunciata da Martani durante il confronto, non una posizione condivisa dalla trasmissione.

Accusa inoltre il mondo venatorio di esercitare una forte pressione politica e contesta la tesi secondo cui la caccia sarebbe necessaria per riequilibrare la biodiversità, sostenendo anzi che proprio alcune pratiche venatorie abbiano contribuito all’aumento dei cinghiali.

Cruciani prende la posizione opposta e difende apertamente almeno la caccia al cinghiale. :chatgpt-content-reference{index="4"}

Gio Urso: «Mi piace spararli»

La chiusura viene affidata inevitabilmente a Gio Urso.

Alla domanda sulla caccia non cerca alcuna mediazione: dice che gli piace moltissimo e descrive con entusiasmo il momento in cui carica l’arma, prende la mira e colpisce l’animale.

Martani lo considera esattamente l’esempio di ciò che sta condannando.

Urso, invece, ribalta ancora una volta il discorso contro di lei: secondo lui è molto più assurdo dedicarsi ai topi e alle battaglie animaliste che andare a caccia.

Il confronto termina senza neppure l’ombra di un terreno comune.

Daniela Martani mette sullo stesso piano il diritto alla vita di uomini e animali, sceglie un topo davanti a Matteo Bassetti e attacca frontalmente i cacciatori. Gio Urso rappresenta l’estremo opposto: carne, caccia e nessun senso di colpa davanti al grilletto.

In mezzo, naturalmente, La Zanzara.