The story
La puntata del 30 settembre 2026 comincia senza immagini: il video arriva soltanto a 18:39, mentre la prima parte della trasmissione resta solo audio.
Cruciani apre attaccando l’idea che la sinistra sia per definizione più educata e inclusiva della destra, prendendo spunto dalle parole attribuite a un esponente del PD di Reggio Emilia contro Umberto Bossi e gli elettori di centrodestra. Poi torna subito su due temi che ormai monopolizzano la trasmissione: cittadinanza e legittima difesa.
Sul caso di Cadoneghe ribadisce che chi non conosce adeguatamente l’italiano non dovrebbe ottenere la cittadinanza. Subito dopo difende le forze dell’ordine e attribuisce il calo delle domande per entrare in polizia e carabinieri anche ai rischi professionali e al clima culturale che, a suo giudizio, avrebbe delegittimato per anni chi porta una divisa.
Ma soprattutto continua a prendere forma la provocazione politica della legge Giordano-Cruciani: chi entra illegalmente in casa, negozio o proprietà altrui dovrebbe, nella sua impostazione, perdere ogni tutela rispetto alla reazione del proprietario. Cruciani arriva anche a proporre l’esclusione di risarcimenti ai familiari di un rapinatore rimasto ferito o ucciso durante l’intrusione. È una proposta sostenuta in trasmissione, non una norma esistente.
Wanna Marchi e Stefania Nobile: il premio in Campidoglio
A 33:40 arrivano Wanna Marchi e Stefania Nobile, al centro delle polemiche per un premio privato ricevuto in una sala del Campidoglio.
Cruciani si schiera apertamente dalla loro parte: sostiene che abbiano scontato le conseguenze delle proprie vicende giudiziarie e che non esista alcun motivo per impedirgli di ricevere un riconoscimento privato. Per lui, inoltre, la televisione popolare, le televendite e personaggi come Marchi e Nobile fanno comunque parte della cultura italiana.
Parenzo contesta invece proprio la definizione di “premio alla cultura”, ritenendo difficile separarla dal loro passato.
Le due sostengono inoltre che il consigliere comunale coinvolto nella concessione della sala sapesse perfettamente della loro presenza: raccontano di essere state accolte sul posto e salutate personalmente. Contestano quindi la successiva presa di distanza del consigliere, che aveva affermato di non essere stato a conoscenza della loro partecipazione. È la loro ricostruzione dei fatti durante la trasmissione. :chatgpt-content-reference{index="0"}
Stefania Nobile insiste sul fatto che un premio privato possa essere assegnato a chiunque e difende la propria capacità di adattare il linguaggio al contesto. Wanna Marchi, invece, rilancia il suo repertorio storico e rivendica apertamente di non voler chiedere scusa.
Caterina Collovati contro Marchi e Nobile
A 45:43 entra Caterina Collovati, che prende una posizione diametralmente opposta.
Per lei il problema non è semplicemente l’accesso fisico al Campidoglio, ma il valore simbolico di associare la parola “cultura” a due persone con quel passato giudiziario. Sostiene inoltre che la pena scontata non cancelli automaticamente il danno morale prodotto sulle persone coinvolte nelle vecchie vicende.
Marchi e Nobile respingono il ragionamento. Lo scontro diventa rapidamente personale, anche perché tra Marchi e Collovati esiste già una vecchia ruggine televisiva. Wanna ricorda un precedente confronto da Barbara d’Urso e accusa Collovati di averla trattata come il peggiore dei criminali.
Il vero nodo resta però il pentimento. Collovati ritiene significativo che le due non abbiano mai davvero preso le distanze dal proprio passato; Marchi e Nobile, invece, rivendicano il diritto di non continuare a essere giudicate all’infinito attraverso vicende di decenni prima. :chatgpt-content-reference{index="1"}
Emilio da Milano arriva davvero in studio
A 1:06:46 il dibattito sulla legittima difesa prende una piega ancora più zanzaresca. Emilio da Milano, che aveva telefonato per attaccare frontalmente la proposta Giordano-Cruciani, decide di presentarsi fisicamente nella sede della trasmissione.
Emilio accusa Cruciani di voler trasformare la difesa della proprietà in una sorta di “pena di morte privatizzata”: secondo lui non può bastare che una persona entri illegalmente in una proprietà perché il proprietario sia automaticamente autorizzato a sparare.
Cruciani replica che il criterio dovrebbe essere la paura di chi subisce l’intrusione. Se qualcuno entra illegalmente in casa e il proprietario teme per la propria sicurezza, sostiene, deve poter reagire senza rischiare conseguenze penali.
Emilio insiste sul ruolo dei giudici: bisogna continuare a valutare caso per caso se esistesse davvero un pericolo e se la reazione fosse proporzionata. Lo scontro passa inevitabilmente anche dai casi Mario Roggero e Roberto Mollo, utilizzati come esempi contrapposti nel dibattito.
Emilio resta fino alla fine del confronto e Cruciani, pur dichiarandosi completamente in disaccordo con lui, gli riconosce almeno di essere venuto davvero in studio a sostenere la propria posizione.
Club scambista davanti alla chiesa
A 1:21:30 cambia completamente atmosfera. A Carmignano di Sant’Urbano, nel Padovano, un club per scambisti è stato aperto di fronte a una chiesa.
Entra Maurizio Ruggiero, che non ha dubbi: per lui il problema non è soltanto la posizione del locale. I club scambisti non dovrebbero proprio esistere perché rappresenterebbero un’organizzazione sistematica dell’adulterio.
Ruggiero contrappone la propria morale cattolica alla libertà sessuale rivendicata dagli altri interlocutori e definisce quei luoghi un “letamaio morale”.
Pistilli e Vecchies contro Ruggiero
A 1:24:00 intervengono Augusto Pistilli, presidente di Assosex, e Federico Vecchies, collegato direttamente dal club.
Pistilli difende la comunità scambista come insieme di adulti consenzienti che esercitano liberamente la propria sessualità. Sostiene inoltre che molti frequentatori siano anche cristiani e praticanti e respinge l’idea che la fede imponga automaticamente la rinuncia a quel tipo di vita privata.
Ruggiero replica che la libertà individuale deve comunque essere subordinata a ciò che considera la verità morale e religiosa. Per lui scambismo, adulterio e rapporti omosessuali restano peccati gravi, indipendentemente dal consenso.
Vecchies spiega che il locale può ospitare circa cinquanta coppie e sostiene che non vi sia alcuna ragione per scandalizzarsi della vicinanza alla chiesa: gli adulti che entrano nel club, dice, non fanno nulla di male e vogliono semplicemente divertirsi.
È il finale perfetto della puntata: libertà sessuale contro morale religiosa, con Ruggiero che vede peccato e perdizione dove Pistilli e Vecchies vedono adulti consenzienti e libera scelta.













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