The story
Massimiliano Minnocci, Er Brasiliano, torna a La Zanzara e bastano pochi secondi per riportare la trasmissione nel suo universo.
Si parte dagli sputi, si passa immediatamente al sesso e si arriva a quella che ormai per lui è diventata quasi una filosofia di vita: le “grandi batterie”.
Nel vocabolario del Brasiliano significa sesso di gruppo, generalmente con la propria compagna e diversi uomini.
«Senza batterie non so stare»
Cruciani gli chiede se riesca ancora ad avere un rapporto sessuale normale, uno contro uno.
La risposta è praticamente no.
Minnocci parla di situazioni con tre, quattro o cinque uomini insieme alla propria fidanzata e spiega che ormai l’elemento collettivo è diventato fondamentale soprattutto per la sua eccitazione mentale.
Cruciani prova a trovare un nome più convenzionale alla pratica, tirando fuori scambismo e termini francesi.
Er Brasiliano resta fedele al suo:
«Batterie».
E aggiunge che una potenziale compagna deve accettare questa condizione. In sostanza, o partecipa a quel tipo di sessualità oppure la relazione difficilmente può funzionare.
Parenzo lo provoca sostenendo che abbia bisogno di altri uomini perché da solo non sarebbe capace di soddisfare una donna.
Minnocci non sembra particolarmente turbato:
anche se fosse così, domanda, qual è il problema?
Er Brasiliano entra nella saga della pulizia anale
La puntata vive da giorni sull'interrogativo fondamentale: carta igienica, bidet o doccino?
Era inevitabile chiedere anche al Brasiliano.
Minnocci racconta di non utilizzare praticamente più la carta igienica perché ha il water accanto al bidet e passa direttamente al lavaggio con acqua.
Naturalmente riesce a trasformare anche questo momento in qualcosa di sessuale, raccontando senza particolare imbarazzo che la pulizia può provocargli eccitazione.
Cruciani lo interrompe quasi immediatamente con la musica.
Ma ormai anche Er Brasiliano è ufficialmente entrato nella grande saga zanzaresca del deretano.
Il misterioso Cerasa
Poco dopo Cruciani prova a parlargli di un articolo de Il Foglio.
Quando sente il cognome Cerasa, Minnocci parte però per tutt’altra strada e racconta di ricordare un uomo con lo stesso soprannome o cognome tra i clienti dello spaccio della sua famiglia.
Cruciani deve quindi precisare che Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, non è ovviamente la persona di cui sta parlando Minnocci.
Il Brasiliano continua comunque con i propri ricordi, completamente disinteressato al punto di partenza.
L’intelligenza artificiale secondo Er Brasiliano
Si prova allora a discutere di intelligenza artificiale.
Minnocci racconta di ascoltare Radio 24 al mattino presto e dice di aver sentito parlare del rischio che l’IA possa prendere il sopravvento e procedere autonomamente.
Quando Cruciani gli chiede del “momento Oppenheimer”, però, Er Brasiliano interpreta il nome come quello di un calciatore e lo trasforma nel difensore dell’Austria Vienna degli anni Novanta.
Il risultato è uno dei classici momenti in cui lo studio deve ricordare che non c’è nulla di preparato.
Wok, woke e campo largo
Il test politico-culturale prosegue.
Cruciani gli chiede se sappia cosa sia il woke.
Minnocci pensa immediatamente al wok, la padella e il piatto orientale.
Gli viene spiegato che si parla di una corrente culturale, ma il chiarimento non produce grandi risultati.
Stessa sorte per AfD, primarie e “campo largo”.
Il Brasiliano attraversa la politica come attraversa quasi ogni argomento della trasmissione: costruendo collegamenti completamente personali e spesso lontanissimi dalla domanda iniziale.
Lo spaccio di famiglia e «i valori» del padre
Il discorso diventa molto più concreto quando si parla del mercato della cocaina.
Secondo Minnocci oggi la droga verrebbe venduta anche in quantità più piccole e a prezzi più bassi, così da permettere anche ai giovanissimi di iniziare.
Qui racconta una regola che, a suo dire, vigeva ai tempi dell’attività criminale della sua famiglia:
ai minorenni non si vendeva cocaina.
Minnocci presenta la cosa come dimostrazione dei “valori” del padre.
Cruciani gli fa notare l’evidente contraddizione: suo padre rimaneva uno spacciatore, a prescindere dal codice interno che decideva di rispettare.
Er Brasiliano insiste e racconta le serate in famiglia in cui ci si confrontava persino sulle quantità vendute.
Il contrasto tra normalità familiare e attività criminale diventa così, ancora una volta, parte del racconto del suo passato.
Venti chili in meno
Nel finale Cruciani torna sul cambiamento più evidente.
Er Brasiliano appare molto più magro e dice di aver perso circa 20 chili.
Nega che il dimagrimento sia dovuto alla cocaina e lo attribuisce invece a iniezioni utilizzate per perdere peso.
Si lascia andare perfino a una raccomandazione generalizzata, salvo poi ridimensionarla immediatamente scherzando.
Minnocci assicura anche di non fare più uso di cocaina e ribadisce di continuare ad avere una vita sessuale molto intensa.
Dalle “grandi batterie” al bidet, passando per cocaina, intelligenza artificiale, dieta e ricordi di famiglia: il ritorno di Er Brasiliano è esattamente quello che ci si aspetta da lui.
Un flusso quasi impossibile da governare, nel quale ogni domanda di Cruciani può finire da tutt’altra parte nel giro di pochi secondi.













Comments