The story
Martina Bellotti, psicologa e “guida del femminile”, arriva a La Zanzara dopo una serie di video in cui propone un modo decisamente personale di parlare del corpo femminile.
Il suo vocabolario parte da tre parole: “Ana”, “Utera” e “Clitorida”.
Ma il vero centro della discussione è soprattutto “Ana”, cioè l’ano, che Bellotti descrive come un «portale energetico» capace, nella sua impostazione, di mettere in comunicazione corpo, emozioni e sistema nervoso.
Cruciani e Parenzo provano immediatamente a capire quanto ci sia di simbolico e quanto di concreto.
Perché “Ana” e “Utera”?
Bellotti spiega che la scelta delle parole non nasce da un errore grammaticale.
Sa perfettamente che in italiano si dice ano e utero, ma sostiene che modificare il genere delle parole possa cambiare il modo in cui una persona percepisce quelle parti del proprio corpo.
Secondo lei il linguaggio non si limita a descrivere la realtà: contribuisce anche a costruirne il significato.
Per questo, nel proprio lavoro con le donne, preferisce parlare di “Utera” e “Clitorida”.
L’obiettivo, racconta, è creare un piccolo momento di interruzione: sentire una parola insolita dovrebbe spingere la persona a fermarsi e a interrogarsi sul rapporto con quella parte di sé.
Parenzo resta molto meno convinto.
Per lui l’utero rimane semplicemente l’utero e il cambio di vocale rischia di trasformarsi in un artificio linguistico.
«Ana è il nostro primo portale»
Il discorso diventa molto più particolare quando Cruciani le chiede perché attribuisca tanta importanza all’ano.
Bellotti lo definisce «il nostro primo portale» e parla di un collegamento tra questa zona, il perineo, l’osso sacro e il sistema nervoso autonomo.
Nella sua interpretazione, tensioni emotive e stress possono riflettersi anche nell’area anale.
Da qui deriva la sua idea che un lavoro di attenzione e rilassamento su quella zona possa favorire una sensazione di maggiore tranquillità, apertura e radicamento.
Cruciani traduce immediatamente tutto nel linguaggio della Zanzara:
in pratica, significa massaggiare il sedere?
Bellotti risponde che il lavoro può partire anche dal semplice contatto esterno e che, per chi lo desidera, può comprendere anche una stimolazione più diretta.
Il dito, il massaggio e lo stress
La domanda inevitabile arriva subito.
Cruciani le chiede se questa pratica possa essere eseguita anche con un dito.
Bellotti risponde di sì, precisando però che non considera necessario partire direttamente dalla penetrazione: per alcune persone anche il semplice contatto con l’area può essere difficile.
Il punto, secondo lei, è lavorare progressivamente sulla tensione.
Parenzo viene così trasformato nella cavia teorica dello studio.
Bellotti gli suggerisce scherzosamente che, dopo una giornata particolarmente stressante, potrebbe chiedere alla moglie non soltanto un massaggio alle spalle ma anche un massaggio dell’area anale.
Secondo la sua impostazione, potrebbe aiutarlo a sentirsi più rilassato, sicuro e “radicato”.
Parenzo non sembra particolarmente interessato all’esperimento.
Traumi, memorie e sistema nervoso
Bellotti parla anche di “liberazione di traumi” e “memorie” attraverso il lavoro corporeo.
Qui il confronto si fa più confuso.
Cruciani interpreta letteralmente la parola “memoria” e le chiede provocatoriamente quale rapporto possa esistere tra ricordi e ano.
Bellotti chiarisce di riferirsi invece a tensioni corporee e reazioni collegate al sistema nervoso.
Non presenta quindi l’ano come un archivio letterale dei ricordi, ma come una zona che, nella sua pratica, considera sensibile agli stati di tensione e rilassamento.
Le affermazioni restano comunque quelle formulate da Bellotti nel corso dell’intervento e vengono trattate in studio come parte del suo approccio personale.
Dall’energia alla carta igienica
Dopo aver discusso di portali energetici, rilassamento e massaggi, Cruciani porta inevitabilmente Bellotti sul grande tormentone delle ultime puntate: come ci si pulisce dopo essere andati in bagno?
La risposta è immediata:
con l’acqua.
Bellotti dice di preferire l’acqua e sostiene che la carta igienica possa risultare irritante nelle zone intime.
Cruciani coglie subito l’occasione per collegare la risposta alle interminabili discussioni dei giorni precedenti su bidet, doccini e pulizia anale.
Per Bellotti, comunque, il tema dell’igiene si inserisce nello stesso discorso più generale: prestare attenzione a una parte del corpo che normalmente viene vissuta con imbarazzo o trattata soltanto come qualcosa di sporco.
Ed è qui che si chiude il cerchio.
Per Martina Bellotti, “Ana”, “Utera” e “Clitorida” non sono soltanto nomi eccentrici, ma strumenti per modificare il modo in cui le donne pensano e percepiscono il proprio corpo.
Per Cruciani e Parenzo, invece, resta soprattutto una domanda molto più semplice: davvero per combattere lo stress bisogna partire dal “portale energetico” più improbabile di tutti?













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