The story
Il professor Nicola Mondaini arriva a La Zanzara con un libro dal titolo impossibile da ignorare: Il pene, istruzioni per l’uso. Da quel momento Giuseppe Cruciani trasforma lo studio prima in un consultorio sulla masturbazione e poi, letteralmente, in un mini ambulatorio urologico.
Si parte dalle credenze popolari.
Masturbazione: dieci bufale da demolire
Cruciani sottopone Mondaini a una raffica di domande.
La masturbazione rende ciechi? No.
Provoca impotenza? No.
Abbassa il testosterone? Ancora no.
Fa crescere i peli sulle mani, provoca acne, riduce la memoria, causa infertilità o rimpicciolisce il pene? Mondaini le liquida come credenze senza fondamento, pur ricordando che qualsiasi comportamento portato all’eccesso può diventare problematico.
Il punto sul quale insiste maggiormente riguarda i contenuti che circolano sui social e invitano soprattutto i ragazzi a lunghi periodi di astinenza per aumentare testosterone, forza o energia.
Per Mondaini questa narrazione non ha basi scientifiche.
La masturbazione viene descritta come un comportamento naturale e, nell’ambito di una normale vita sessuale, non come qualcosa da demonizzare. Il professore ricorda anche il possibile ruolo protettivo dell’eiaculazione per la salute prostatica.
Cruciani vuole naturalmente sapere quale sia il limite.
Mondaini evita formule assolute, ma osserva che in un giovane anche una o due masturbazioni al giorno non rappresentano automaticamente un problema. Diverso è il caso in cui il comportamento diventi compulsivo o interferisca con la vita quotidiana.
Il pene cambia con l’età?
Un’altra domanda inevitabile riguarda le dimensioni.
Mondaini spiega che lo sviluppo del pene si completa in giovane età, rimane sostanzialmente stabile per molti anni e può poi subire una modesta riduzione fisiologica con l’avanzare dell’età.
Cruciani si preoccupa immediatamente del destino del proprio “possente pene”.
Il professore lo tranquillizza: si parla normalmente di variazioni limitate, nell’ordine di millimetri e, in alcuni casi, circa un centimetro.
Per Cruciani, naturalmente, è già “un dramma assoluto”.
Lo studio diventa un ambulatorio
A quel punto si passa dalla teoria alla pratica.
Cruciani annuncia che Mondaini gli farà in diretta una esplorazione rettale della prostata.
L’obiettivo non è soltanto la gag radiofonica: il professore vuole sfruttare il momento per ricordare agli uomini l’importanza dei controlli urologici e della prevenzione.
Mondaini spiega che la visita consente al medico di valutare dimensioni e consistenza della prostata e di individuare eventuali anomalie che richiedano ulteriori accertamenti.
Cruciani si prepara, abbassa i pantaloni e chiede al professore di essere completamente sincero su ciò che troverà.
La visita dura pochi secondi.
«Leggermente congestionata»
Mondaini riferisce che la prostata di Cruciani appare leggermente congestionata, probabilmente anche per essere rimasto seduto nelle ore precedenti, ma non rileva nulla che gli sembri preoccupante durante quell’esame.
Cruciani vuole sapere immediatamente se ci siano segnali sospetti.
Mondaini risponde negativamente e approfitta ancora una volta della scena per mandare un messaggio molto meno zanzaresco: la visita è rapida, non particolarmente dolorosa e non c’è motivo di rimandarla per paura o imbarazzo.
Anche Parenzo racconta di essersi sottoposto a un controllo analogo e conferma che il timore prima dell’esame è peggiore dell’esame stesso.
Cruciani, tornato al microfono, si dichiara addirittura “liberato”.
Una visita anche allo show di Roma
La performance diventa anche un’anticipazione dello spettacolo de La Zanzara al Palazzo dello Sport di Roma.
Cruciani e Mondaini ipotizzano infatti di offrire ad alcuni spettatori una rapida visita urologica gratuita per promuovere la prevenzione prostatica.
La proposta viene immediatamente trasformata in spettacolo: si comincia perfino a calcolare quante esplorazioni rettali il professore potrebbe riuscire a effettuare durante la serata.
Dietro la provocazione, però, resta il messaggio sanitario: soprattutto con l’avanzare dell’età e in presenza di familiarità, i controlli non vanno trascurati.
I rischi del sesso orale
Terminata la visita, Mondaini introduce un altro capitolo del libro: i rischi legati alla fellatio.
Il professore spiega che il rapporto orale non è privo di rischi e che alcune infezioni sessualmente trasmissibili possono passare anche attraverso questo tipo di contatto, citando tra gli esempi il papillomavirus.
Cruciani teme immediatamente che si stia trasformando ogni rapporto in un percorso a ostacoli.
Mondaini chiarisce che l’obiettivo non è terrorizzare nessuno, ma informare.
Nei rapporti occasionali possono essere utilizzati dispositivi di barriera come il dental dam, pensati proprio per ridurre il rischio durante il sesso orale.
Il concetto conclusivo è semplice: conoscere un rischio non significa vivere nella paura, ma avere gli strumenti per scegliere consapevolmente.
La puntata chiude così il suo ambulatorio improvvisato.
Cruciani riassume tutto con estrema semplicità: la visita è andata bene, il dito è arrivato dove doveva arrivare e, soprattutto, la prostata è integra.













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