The story
Rossano Sasso, esponente di Futuro Nazionale, arriva a La Zanzara per spiegare uno dei passaggi più discussi del programma politico del movimento: la proposta di limitare nella fascia tra le 6:00 e le 23:00 programmi, scene televisive e pubblicità con contenuti definiti “genderisti” o “omosessualisti” quando possano essere visti dai bambini.
Sasso esordisce con un provocatorio «Viva gli eterosessuali», aggiungendo che, secondo lui, oggi sarebbe quasi diventato difficile poterlo dire senza essere contestati. Cruciani decide quindi di lasciare da parte le formule generiche e sottoporlo a una serie di esempi concreti.
Una coppia gay può raccontarsi in TV?
La prima domanda riguarda una coppia omosessuale sposata. Può raccontare in televisione la propria storia, parlare del matrimonio, abbracciarsi o baciarsi durante il giorno?
Sasso risponde «assolutamente no». La sua tesi è che i bambini siano ancora in una fase di formazione e abbiano bisogno di modelli che, nella sua visione, non mettano in discussione quello tradizionale della famiglia composta da uomo e donna.
Precisa che chiunque deve essere libero di amare chi vuole, ma contesta l’utilizzo della televisione pubblica per trasmettere messaggi che, secondo lui, potrebbero produrre quella che definisce “confusione sessuale” nei minori.
Parenzo reagisce immediatamente. Porta l’esempio dei propri figli, che guardano serie televisive nelle quali sono presenti personaggi gay senza che questo, sostiene, ne modifichi l’orientamento sessuale. Per lui l’idea che la semplice presenza di persone omosessuali sullo schermo possa condizionare in quel modo un bambino non regge.
I “fattori ambientali”
Sasso insiste invece sull’esistenza di fattori ambientali e sul peso che, a suo giudizio, avrebbe la continua esposizione dei ragazzi a temi come fluidità sessuale e superamento del binarismo di genere.
Per lui non si tratta di impedire agli omosessuali di esistere o di esprimersi, ma di non proporre certi modelli ai bambini come equivalenti a quello tradizionale.
Cruciani prova a semplificare brutalmente la tesi: Sasso pensa che una maggiore presenza di questi contenuti in televisione e sulle piattaforme possa produrre più ragazzi omosessuali? L'esponente di Futuro Nazionale evita di ridurre la questione a quella formula, ma continua a sostenere che l’ambiente culturale abbia un ruolo nella formazione dell’identità.
Gay Pride sì, ma solo come cronaca
Si passa quindi al Gay Pride. Una diretta televisiva della manifestazione andrebbe trasmessa?
Sasso è contrario, soprattutto quando vi siano nudità o effusioni che considera eccessive. Attacca anche le iniziative scolastiche che portano studenti alle manifestazioni LGBT.
Fa però una distinzione importante: un servizio giornalistico sul Pride, con interviste e immagini di cronaca, per lui può andare in onda. Anzi, dice che sarebbe disposto ad andarci personalmente per documentare ciò che accade.
Il confine che traccia è quindi tra informazione giornalistica e rappresentazione positiva o spettacolarizzata dell’evento.
Miss Trans e transizione di genere
Cruciani passa a un altro esempio: Miss Trans potrebbe essere trasmessa nella fascia protetta?
Sasso risponde di no e contrappone quella manifestazione a una Miss Italia tradizionale, tornando a rivendicare il modello uomo-donna.
Diverso il caso di una trasmissione dedicata alla transizione di genere. Un dibattito, dice, potrebbe esserci, ma dovrebbe essere impostato anche sugli aspetti che lui considera negativi della transizione, sul fenomeno dei detransitioner e sui farmaci bloccanti della pubertà. Le valutazioni mediche che esprime restano sue posizioni personali nel corso del confronto.
Sasso sostiene inoltre che il mondo LGBT abbia una forte influenza nel sistema televisivo.
Cartoni animati con coppie gay
Cruciani arriva quindi all’esempio più semplice: un cartone animato con una coppia gay può essere mostrato ai bambini?
La risposta è ancora una volta netta: no.
Secondo Sasso, proprio cartoni e fumetti sarebbero uno dei mezzi con cui concetti come fluidità sessuale e superamento del binarismo entrano precocemente nell’immaginario dei bambini. Definisce questa presenza “propaganda gender”.
Parenzo contesta completamente l’idea che vedere una coppia omosessuale possa confondere un bambino o modificare il suo orientamento.
E due uomini che si baciano?
L’ultima prova riguarda i reality. Due uomini che si baciano tra le 6 e le 23 possono essere mostrati in televisione?
Per Sasso sarebbe preferibile di no.
A quel punto il quadro è completo. La proposta di Futuro Nazionale, almeno nella lettura fornita da Rossano Sasso durante il confronto, non riguarda soltanto pornografia o contenuti sessualmente espliciti: punta a limitare nella fascia protetta anche rappresentazioni ordinarie di coppie omosessuali, baci, cartoni animati e altri contenuti legati all’identità di genere.
È proprio questo il nodo dello scontro con Parenzo: per Sasso certe rappresentazioni possono incidere negativamente sulla formazione dei minori; per Parenzo mostrare persone gay o famiglie diverse non determina l’orientamento sessuale dei bambini e fa semplicemente parte della realtà sociale.













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