The story
Un club scambista davanti a una chiesa: basta questo per convocare immediatamente Maurizio Ruggiero a La Zanzara.
Il caso arriva da Carmignano di Sant'Urbano, nella Bassa Padovana, dove il locale Oblivium ha aperto nell'edificio di un ex pub proprio di fronte alla chiesa di San Giorgio. Nel servizio mandato in onda alcuni abitanti contestano la scelta e parlano apertamente di una presenza incompatibile con il luogo religioso.
Cruciani, invece, non vede un vero problema. Parenzo trova curiosa la posizione del locale, ma ribadisce che adulti consenzienti possono vivere la propria sessualità come preferiscono.
Poi entra Ruggiero.
Ruggiero: «Questi club non dovrebbero esistere»
Per Maurizio Ruggiero la questione va molto oltre la vicinanza alla chiesa.
Nella sua visione i club scambisti non dovrebbero proprio esistere, perché organizzerebbero deliberatamente quello che lui considera adulterio. Arriva perfino a sostenere che siano moralmente peggiori dei vecchi bordelli: almeno quelli, nella sua ricostruzione, sarebbero stati luoghi appartati, mentre qui lo scambio sessuale viene organizzato apertamente nel centro di un piccolo paese.
La posizione è interamente fondata sulla sua concezione religiosa della sessualità. Non gli interessa che le persone coinvolte siano adulte e consenzienti: se il comportamento viola ciò che considera la legge morale, per lui resta sbagliato.
È a questo punto che arriva la definizione destinata a dare il titolo al blocco: il mondo degli scambisti viene descritto da Ruggiero come un “letamaio morale”.
Augusto Pistilli: «Questa è libertà individuale»
A rispondergli è Augusto Pistilli, presentato in trasmissione come presidente di Assosex.
Pistilli rivendica l'esistenza di una comunità numerosa e sostiene che l'associazione rappresenti centinaia di migliaia di persone. Soprattutto, ribalta completamente l'impostazione di Ruggiero: non vede peccatori da redimere, ma uomini e donne adulti che decidono liberamente come vivere la propria sessualità.
Definisce quella di Ruggiero una posizione oscurantista e insiste su un principio: libertà individuale.
Il fatto che il club si trovi davanti a una chiesa non lo turba. Pistilli sostiene inoltre che molti frequentatori dei club siano cristiani e perfino praticanti, facendo saltare la contrapposizione semplicistica tra mondo religioso e mondo scambista.
Ruggiero reagisce con sarcasmo: per lui chi frequenta questi ambienti e contemporaneamente va a messa vivrebbe una contraddizione evidente, perché continuerebbe a commettere quelli che considera peccati mortali.
Libertà di andare all'inferno
Il confronto arriva rapidamente al punto filosofico.
Cruciani difende i club come attività frequentate da persone libere che scelgono liberamente la propria vita sessuale. Ruggiero replica che non tutte le scelte possibili diventano moralmente legittime solo perché volontarie.
La sua formula è netta: quella degli scambisti sarebbe semmai la “libertà di andare all'inferno”.
Per Ruggiero la libertà deve essere conforme a una verità morale superiore; per Pistilli, invece, nessuno può imporre quella visione ad altri adulti consenzienti.
Lo scontro diventa ancora più acceso quando Ruggiero introduce un riferimento agli ebrei e all'usura: Parenzo reagisce duramente e Cruciani cerca di riportare il confronto sul tema centrale.
Federico Vecchies dal club
Entra quindi Federico Vecchies, collegato direttamente dall'Oblivium.
Vecchies spiega che il locale può ospitare circa una cinquantina di coppie e respinge le proteste sulla posizione davanti alla chiesa. Racconta che, al momento dell'apertura, gli sarebbe stato riferito che la chiesa non fosse più normalmente in funzione e comunque ribadisce il punto fondamentale: secondo lui all'interno del locale non viene fatto nulla di male.
Le persone, dice, vengono per bere, divertirsi e avere rapporti sessuali consensuali.
Cruciani sintetizza brutalmente il concetto: la gente va lì anche per fare sesso, ed è esattamente ciò che Ruggiero non riesce ad accettare.
«Il Padreterno mi manda in Paradiso»
Ruggiero domanda allora a Pistilli se abbia paura del giudizio di Dio.
La risposta è l'opposto di quella che si aspetta. Pistilli dice di non averne affatto e sostiene che, arrivato davanti al Padreterno, si aspetterebbe semmai di essere mandato in Paradiso, perché ritiene di avere contribuito a creare una comunità, generare attività economica e permettere alle persone di vivere una sessualità felice.
Ruggiero resta sulla posizione opposta: per lui quello non è un servizio alla comunità ma un sistema che organizza comportamenti contrari alla morale cattolica.
La distanza ormai è totale.
Anche gay nel club?
Nel finale Ruggiero vuole sapere se il locale accetti anche persone omosessuali.
La discussione si allarga così dall'adulterio alla libertà sessuale in generale. Cruciani insiste sull'assenza di ragioni per discriminare chi voglia entrare, mentre Ruggiero interpreta la possibilità di rapporti omosessuali come un'ulteriore conferma della propria condanna morale.
Il risultato è uno scontro senza alcun terreno comune: Ruggiero vede peccato, adulterio e perdizione; Pistilli e Vecchies vedono adulti consenzienti che esercitano una libertà personale.
E il club davanti alla chiesa diventa soltanto il pretesto perfetto per mettere una di fronte all'altra due concezioni completamente incompatibili della sessualità.













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