The story

Maurizio Ruggiero contro Gaia On Top: da una parte una visione cattolica tradizionalista che vorrebbe sessualità e società subordinate alla morale religiosa, dall’altra una pornoattrice che rivendica una vita matrimoniale monogama e la libertà di trasformare la propria intimità di coppia anche in un lavoro.

Il confronto comincia già con Ruggiero da solo in collegamento.

Cruciani lo presenta come ultracattolico del Sacrum Imperium, ma lui corregge subito l’etichetta: preferisce definirsi «tradizionalista, integralista, reazionario».

Ruggiero: sesso soltanto nel matrimonio

Ruggiero ribadisce una delle sue posizioni centrali: i rapporti sessuali dovrebbero esistere soltanto all’interno del matrimonio.

La discussione si allarga immediatamente alla televisione e alla proposta, citata in studio, di limitare la presenza di persone gay e trans in determinate fasce orarie.

Per Ruggiero sarebbe addirittura troppo poco.

La sua posizione è più generale: la televisione non dovrebbe proporre contenuti che lui considera moralmente contrari alla tradizione cattolica. Quando gli viene chiesto se un palinsesto dovrebbe essere costruito addirittura sui Dieci Comandamenti, non arretra.

Piuttosto che diffondere quelle che definisce “porcherie”, arriva provocatoriamente a dire che sarebbe meglio chiudere le televisioni e perfino La Zanzara, con Cruciani e Parenzo da mandare in un immaginario «campo di rieducazione».

Poi entra Gaia On Top.

Gaia On Top: porno, matrimonio e monogamia

Gaia racconta di vivere a Tenerife e di lavorare nella pornografia, realizzando la maggior parte dei contenuti insieme al marito.

La coppia ha appena festeggiato vent’anni di matrimonio e sta insieme da ventitré.

Nonostante il lavoro nel porno, Gaia sottolinea un particolare che manda immediatamente in crisi la contrapposizione più semplice tra trasgressione e famiglia tradizionale: lei e il marito si definiscono infatti completamente monogami.

Non hanno interesse, racconta, ad avere rapporti con altre persone. La loro attività è costruita prevalentemente sulla sessualità interna alla coppia.

Gaia spiega inoltre che l’esposizione pubblica avrebbe avuto conseguenze anche sul lavoro del marito, che operava nel settore dei droni: secondo il suo racconto, dopo che altre persone vennero a sapere della loro attività, alcuni rapporti professionali cominciarono a essere boicottati fino a spingerlo a lasciare quel lavoro.

Parenzo: «Tra loro e Ruggiero scelgo loro»

Parenzo chiarisce di non condividere personalmente quel tipo di vita, ma difende con decisione la libertà della coppia.

Se due adulti sposati sono felici e scelgono consensualmente cosa fare nella propria intimità, sostiene, non vede perché qualcuno dovrebbe imporre loro una morale differente.

Messo davanti alla scelta tra il modello rappresentato da Gaia e suo marito e quello di Maurizio Ruggiero, Parenzo dice senza esitazioni di preferire il primo.

È qui che Ruggiero parte all’attacco.

Secondo lui Parenzo e gli altri non starebbero difendendo la libertà, ma «la corruzione».

Poi arriva la definizione destinata a diventare il titolo del video: li paragona a insetti «coprofagi», che vivono e si nutrono nello sterco.

Per Ruggiero lo studio sarebbe insomma popolato da «agenti della corruzione», incapaci di distinguere la libertà da quella che lui considera una degenerazione morale.

Le pratiche estreme nella coppia

Cruciani porta quindi il confronto sul lavoro concreto di Gaia.

La pornoattrice racconta che lei e il marito si sono specializzati anche in contenuti sessuali estremi, alcuni realizzati su richiesta e venduti come video personalizzati.

Si parla di pegging, di pratiche più invasive e del modo in cui una coppia eterosessuale possa sperimentare sessualmente senza che questo modifichi necessariamente l’orientamento dei partner.

Gaia insiste proprio su questo punto: per lei determinate pratiche sono semplicemente parte della sessualità di coppia.

Ruggiero le interpreta invece attraverso le categorie della morale cattolica e parla di comportamenti che profanerebbero il matrimonio.

Cruciani gli chiede allora quale sarebbe, nella sua società ideale, la conseguenza per una coppia come quella di Gaia.

La risposta è surreale ma coerente con la sua impostazione: immagina per lei un periodo in un istituto religioso, con pratiche di pietà destinate a riportarla alla “buona condotta”, mentre per il marito ipotizza perfino «un pochino di prigione».

Alla fine, sostiene, potrebbero tornare a vivere come una coppia che lui definisce normale.

Gaia incalza Ruggiero sulla castità

A quel punto Gaia rovescia il confronto.

Chiede direttamente a Ruggiero come si faccia a vivere senza avere alcun rapporto sessuale.

Ruggiero ribadisce la propria castità e distingue nettamente tra masturbazione, rapporti che considera illeciti e normali reazioni fisiologiche involontarie.

Nel caos dello studio, Cruciani trasforma immediatamente la risposta in una “breaking news”: Ruggiero ammette di avere eiaculazioni notturne, precisando però che si tratta di fenomeni naturali e non volontari.

Pornografia, pagamenti e famiglia

Nella parte finale Gaia torna agli aspetti pratici del proprio lavoro.

Racconta le difficoltà incontrate nel trovare servizi di pagamento disposti a lavorare con un sito pornografico e lamenta commissioni molto elevate e continui ostacoli finanziari.

Si parla anche della figlia dodicenne.

Gaia spiega che la ragazza sa che i genitori lavorano nel settore della pornografia, ma non conosce i dettagli dei contenuti e non vi ha accesso. Sostiene anzi che, proprio lavorando in quell’ambiente, lei e il marito siano particolarmente attenti a proteggerla dall’esposizione precoce al porno.

Il confronto si chiude così su due idee quasi inconciliabili di matrimonio.

Per Maurizio Ruggiero l’unione coniugale deve rispettare una precisa morale religiosa e la libertà sessuale non basta a rendere lecita qualsiasi pratica.

Per Gaia On Top, invece, matrimonio, monogamia e pornografia possono convivere perfettamente quando esistono consenso, scelta e accordo tra i partner.

Ed è proprio questa contrapposizione a far esplodere Ruggiero fino alla sua immagine più estrema: «agenti della corruzione» e «coprofagi» contro quella che lui considera l’unica morale possibile.