The story

Mia Liberty Queen torna a La Zanzara con un racconto interamente dedicato a Cap d’Agde, località francese che descrive come uno dei punti di riferimento per chi frequenta il mondo libertino.

Organizzatrice di feste scambiste, racconta di aver trascorso lì una settimana durante l’estate e prova a spiegare dall’interno un ambiente che, per chi non lo conosce, può apparire quasi incomprensibile.

Cap d’Agde e il mondo libertino

Cruciani introduce il tema definendo Cap d’Agde un luogo nel quale, almeno potenzialmente, “può succedere di tutto”. Mia Liberty Queen conferma, pur precisando che ciascuno può vivere l’esperienza come preferisce.

Secondo il suo racconto, si può semplicemente frequentare il luogo, conoscere persone e rilassarsi oppure partecipare alle feste e agli incontri organizzati. L’elemento centrale è la presenza di persone che condividono una concezione molto aperta della sessualità.

Mia racconta che nella struttura dove alloggiava venivano organizzati anche pool party, con musica, aperitivi e occasioni di incontro tra gli ospiti.

Non nasconde che in quel contesto i rapporti sessuali possano nascere molto rapidamente anche tra persone appena conosciute. È proprio questo uno dei punti che accende maggiormente il dibattito in studio.

Il consenso come regola fondamentale

Cruciani insiste su un aspetto che considera essenziale per distinguere questo mondo dalle molestie e dalla violenza sessuale: il consenso.

Mia Liberty Queen conferma che, secondo la propria esperienza, la regola di base è chiedere sempre prima di avvicinarsi o coinvolgere un’altra persona.

Descrive quindi lo scambismo non come un contesto privo di regole, ma come un ambiente nel quale i limiti devono essere stabiliti chiaramente dalle persone coinvolte.

È anche per questo che critica alcuni frequentatori della spiaggia di Cap d’Agde. Dice infatti di evitare quella zona perché vi entrerebbero anche uomini estranei alla cultura scambista e poco abituati alle sue regole, creando situazioni che considera spiacevoli.

Sesso senza amore: lo scontro in studio

Il vero punto di rottura riguarda però il significato attribuito al sesso.

Mia Liberty Queen sostiene che sessualità e innamoramento possano essere due esperienze distinte. Racconta di avere avuto rapporti durante le feste in piscina con persone conosciute sul posto, comprese coppie straniere.

La posizione opposta espressa in studio considera invece l’intimità fisica come qualcosa che dovrebbe arrivare all’interno di un rapporto sentimentale e critica duramente la possibilità di avere rapporti con perfetti sconosciuti.

Il contrasto diventa quindi molto più ampio dello scambismo stesso: da una parte c’è una concezione nella quale il sesso può essere un’esperienza autonoma e consensuale, dall’altra l’idea che debba rappresentare il completamento di una relazione affettiva.

Mia respinge anche l’accusa secondo cui questi comportamenti sarebbero necessariamente una forma di dipendenza. A suo giudizio si potrebbe parlare di dipendenza soltanto quando una persona non riesce più a vivere normalmente al di fuori di quelle esperienze.

Coppie aperte e monogamia

Un altro punto centrale riguarda le coppie.

Quando le viene contestato che due persone innamorate non dovrebbero avere bisogno di coinvolgere altri partner, Mia propone una distinzione netta: l’esclusività sentimentale non deve necessariamente coincidere con quella sessuale.

Una coppia può quindi, nella sua visione, restare unita sul piano affettivo pur consentendo esperienze fisiche con altre persone.

È esattamente il principio che separa il modello libertino dalla monogamia tradizionale e che produce lo scontro più evidente tra le diverse posizioni presenti in studio.

Il limite della spiaggia di Cap d’Agde

Curiosamente, anche Mia individua un limite.

Pur frequentando feste scambiste, afferma di evitare la spiaggia di Cap d’Agde perché la considera eccessiva persino per i suoi gusti. Descrive situazioni nelle quali una donna può essere circondata da numerosi uomini, precisando comunque che chi partecipa lo fa volontariamente.

La sua critica riguarda soprattutto l’assenza, in alcuni frequentatori, delle regole e della mentalità che ritiene indispensabili nel mondo libertino.

L’intervento finisce così per mostrare che anche all’interno di un ambiente molto aperto esistono confini, codici di comportamento e modi diversi di intendere la trasgressione.

Il punto centrale resta il confronto tra consenso, libertà sessuale e monogamia: tre concetti sui quali Mia Liberty Queen e i suoi interlocutori partono da presupposti quasi opposti.

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