Il riepilogo

La puntata del 14 settembre parte ancora una volta da giustizia, sicurezza e immigrazione, ma il cuore della serata arriva più tardi: prima lo scontro frontale tra Yal Mizrahi e Saif Eddine Abouabid su Israele e Palestina, poi il faccia a faccia tra Saif ed Eterno, militante di Futuro Nazionale che ha bruciato una copia del Corano. Nel finale cambia completamente il registro con Martina Bellotti, psicologa e “guida del femminile”, che porta in studio la teoria di “Ana” come portale energetico.

Mario Roggero, carcere e microcriminalità

Cruciani apre sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato per l’uccisione di due rapinatori e rimasto in carcere dopo il rigetto dei domiciliari.

Cruciani considera la condanna ingiusta e torna a contrapporre il suo caso a quello dell’uomo bengalese accusato di molestie e successivamente scarcerato.

Parenzo contesta il paragone: per lui si tratta di vicende completamente diverse e Cruciani utilizza casi di cronaca selezionati per sostenere una lettura politica della sicurezza.

La discussione si allarga agli youtuber che presidiano zone degradate e documentano spaccio e criminalità. Cruciani cita figure come Simone Carabella, Jolly Time e Cicalone: ammette che possano esagerare, ma sostiene che almeno intervengano concretamente su situazioni che altri si limiterebbero a denunciare a parole.

Salis, bestemmie e nazionalità dei reati

Tra gli editoriali entra anche il caso di Ilaria Salis e della controversia con alcuni ex collaboratori. Cruciani insiste ironicamente sulla contraddizione tra una certa tradizione della sinistra e una vertenza di lavoro che la vede dalla parte datoriale.

Poi arriva una multa da 102 euro inflitta a Venezia a un ragazzo che avrebbe bestemmiato dopo aver rischiato un incidente in scooter.

Cruciani giudica assurda soprattutto la formulazione richiamata nel verbale, mentre Parenzo considera il provvedimento una deriva poco compatibile con uno Stato laico.

Il confronto torna quindi sulle aggressioni e sulle violenze sessuali.

Parenzo cita il caso di una donna sequestrata e violentata da un uomo italiano per contestare l’insistenza di Cruciani sulla nazionalità quando l’autore è straniero. Cruciani replica che, quando si parla di immigrazione irregolare, la provenienza può diventare politicamente rilevante.

Emma Bonino, aborto e libertà di parola

Una lunga telefonata riapre anche il confronto su Emma Bonino e aborto.

Un ascoltatore attacca duramente la figura di Bonino e chiede la revisione della legge 194, arrivando a ipotizzare pene estremamente severe per i medici che praticano interruzioni di gravidanza.

Parenzo reagisce ricordando le battaglie radicali sui diritti civili, mentre Cruciani prende le distanze dalle posizioni dell’ascoltatore ma difende il suo diritto a sostenerle.

È uno dei temi ricorrenti della puntata: distinguere continuamente tra ciò che i conduttori condividono e ciò che ritengono comunque legittimo poter dire.

Yal Mizrahi contro Saif Eddine Abouabid

La parte più dura della puntata comincia con l’ingresso di Yal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele ed ex carrista dell’esercito israeliano, e Saif Eddine Abouabid, autore di Allah, patria e famiglia.

Saif entra con la bandiera palestinese e lo scontro parte immediatamente dal significato di quel simbolo.

Mizrahi chiarisce di non considerarla in sé una bandiera nazista, ma sostiene che Hamas l’abbia macchiata con gli attacchi del 7 ottobre.

Saif ribalta completamente il ragionamento: accusa Israele di decenni di occupazione e sostiene che proprio la politica israeliana abbia prodotto la reazione palestinese e il crescente isolamento internazionale del Paese.

Da quel momento il confronto diventa quasi ininterrotto.

Il 7 ottobre: terrorismo o resistenza?

Il punto più controverso riguarda il 7 ottobre.

Saif lo definisce un atto di resistenza, pur precisando che l’uccisione di civili innocenti rappresenta per lui una barbarie.

La sua tesi è che l’attacco non possa essere isolato da tutto ciò che lo ha preceduto nel conflitto israelo-palestinese.

Mizrahi respinge completamente questa lettura e paragona l’attacco a uno sterminio di civili, insistendo sul fatto che nessuna rivendicazione nazionale possa giustificare quanto accaduto.

Lo scontro si incendia ulteriormente quando Saif sostiene che il governo Netanyahu fosse stato avvertito del rischio di un attacco e arriva a ipotizzare che abbia deliberatamente lasciato che l’evento si producesse per avere una giustificazione alla successiva offensiva.

Parenzo definisce la ricostruzione assurda e contesta l’interpretazione delle inchieste citate da Saif.

«Genocidio» contro «difesa di Israele»

Saif accusa direttamente Israele di stare commettendo un genocidio contro i palestinesi.

Mizrahi respinge la definizione e insiste sul diritto israeliano a difendersi dopo il 7 ottobre. Sostiene inoltre che, di fronte a un attacco di quelle dimensioni, altri Paesi avrebbero reagito in maniera ancora più distruttiva.

Saif replica parlando di occupazione, colonizzazione e negazione dell’autodeterminazione palestinese.

Si arriva anche alla nascita dello Stato di Israele, ai profughi, ai territori arabi e alla possibilità di uno Stato palestinese.

Mizrahi sostiene che lo Stato palestinese debba essere costruito attraverso un percorso politico e non attraverso la violenza; Saif contesta l’idea che i palestinesi debbano “guadagnarsi” un diritto che considera invece originario.

Lo scontro si chiude senza alcun terreno comune.

Eterno brucia il Corano

Subito dopo entra Eterno, militante di Futuro Nazionale che ha pubblicato un video nel quale brucia una copia del Corano.

Questa volta perfino Cruciani parte da una posizione nettamente critica.

Dice di poter attaccare l’Islam e discuterne gli aspetti più controversi, ma considera diverso prendere deliberatamente un testo sacro per distruggerlo in pubblico.

Saif va ancora oltre e liquida Eterno come un provocatore alla ricerca di visibilità.

Eterno, però, rivendica integralmente il gesto.

Sostiene che il libro fosse di sua proprietà, che per lui non avesse alcun valore sacro e che bruciarlo rientri nella libertà di espressione.

Ma non si ferma qui.

Eterno: «L’Islam dovrebbe essere bandito»

Nel confronto con Saif, Eterno dichiara apertamente di ritenere l’Islam incompatibile con l’Italia e sostiene che non dovrebbe nemmeno essere consentito praticarlo nel Paese.

Saif lo incalza sulla sua conoscenza della religione islamica e lo accusa di non possedere gli strumenti culturali necessari per discuterne.

Eterno ribatte sostenendo che un’Italia senza musulmani sarebbe preferibile e arriva perfino a rimpiangere che le Crociate non siano state portate fino in fondo.

Cruciani continua a distinguere tra il diritto di sostenere opinioni radicali e il gesto concreto di bruciare il Corano, che considera comunque un atto offensivo e deliberatamente provocatorio.

Durante il blocco emerge anche il tema delle minacce ricevute da Eterno dopo il video: vengono lette e condannate, pur senza attenuare lo scontro sul gesto che le ha precedute.

Martina Bellotti e “Ana”, il portale energetico

Dopo politica, guerra e religione, la puntata cambia completamente universo.

Arriva Martina Bellotti, psicologa e “guida del femminile”, diventata protagonista di alcuni video nei quali parla di “Ana”, “Utera” e “Clitorida”.

Bellotti spiega di modificare volutamente alcune parole al femminile perché considera il linguaggio uno strumento capace di cambiare il rapporto delle donne con il proprio corpo.

Cruciani e Parenzo rimangono soprattutto colpiti dalla sua definizione dell’ano come «portale energetico».

Secondo Bellotti, l’area anale sarebbe fortemente connessa al sistema nervoso e potrebbe accumulare tensioni legate a stress ed emozioni.

Rilassare “Ana” per liberare le tensioni

Bellotti sostiene che lavorare consapevolmente su quell’area, anche attraverso il contatto e il rilassamento, possa contribuire a una sensazione di sicurezza, radicamento e tranquillità.

Cruciani porta immediatamente il ragionamento sul piano più concreto e le chiede se si possa parlare anche di stimolazione con un dito.

Lei risponde di sì, precisando che il percorso può iniziare anche semplicemente dal contatto esterno.

Parenzo viene quindi invitato scherzosamente a chiedere alla moglie un massaggio anale dopo una giornata stressante.

Il blocco si chiude tornando al grande tormentone delle ultime puntate: come pulirsi dopo essere andati in bagno.

Bellotti si schiera dalla parte dell’acqua e contro l’uso eccessivo della carta igienica, che considera irritante.

Dopo ore passate tra carcere, Israele, Palestina, Corano e libertà religiosa, La Zanzara riesce così a chiudere sulla domanda più inevitabile della settimana: non chi governerà il mondo, ma come trattare con maggiore dignità il proprio “portale energetico”.