Il riepilogo
La puntata del 13 ottobre 2026 si apre sull’immigrazione. Giuseppe Cruciani cita dati che attribuisce al Ministero dell’Interno per sostenere che gli stranieri, e in particolare gli irregolari, siano sovrarappresentati in alcune tipologie di reato. La sua conclusione è politica: ridurre l’immigrazione clandestina significherebbe, nella sua lettura, ridurre anche una parte della criminalità di strada. Parenzo contesta invece l’idea che il problema possa essere risolto semplicemente promettendo espulsioni generalizzate e insiste sulla necessità di governare il fenomeno.
Cruciani passa quindi alle proposte che attribuisce ad Alleanza Verdi e Sinistra: riconoscimento del rifugiato climatico, chiusura dei CPR, limitazioni agli affitti ultra-brevi e stop ad alcuni voli interni quando esiste un collegamento ferroviario sufficientemente rapido. Il bersaglio principale torna a essere Ilaria Salis e la sua idea della casa come diritto anziché rendita. Cruciani rivendica invece il diritto del proprietario a utilizzare e affittare i propri immobili come preferisce.
Nel mezzo entra anche Silvia Salis, questa volta per la scelta di dare al figlio il cognome materno, presentata dalla sindaca di Genova come un piccolo segnale di cambiamento sociale. Cruciani contesta l’enfasi “rivoluzionaria” della decisione, mentre Parenzo difende semplicemente la libertà dei genitori di scegliere.
La legge Cruciani-Giordano arriva nei Comuni
La legittima difesa rimane uno dei fili conduttori della puntata.
Cruciani continua a elaborare la cosiddetta legge Cruciani-Giordano, spingendosi fino a sostenere che la possibilità di fuga dell’intruso non dovrebbe automaticamente escludere la difesa del proprietario.
Da Limena interviene Jodi Barrichello, assessore alla sicurezza e alle attività produttive, che annuncia l’intenzione di presentare una mozione in Consiglio comunale per sostenere politicamente la proposta e trasmetterla poi a livelli istituzionali superiori.
Barrichello precisa di sapere perfettamente che un Comune non può modificare direttamente la legge penale: la mozione servirebbe a creare pressione politica e a coinvolgere altri amministratori.
Marco Schiesaro e la cittadinanza negata
A 31:40 torna Marco Schiesaro, sindaco di Cadoneghe.
Il caso è quello di una donna marocchina che aveva avviato il percorso per ottenere la cittadinanza italiana.
Schiesaro racconta che, al momento dell’incontro in Comune, la donna non sarebbe stata in grado di rispondere neppure a semplici domande in italiano. Dice di essersi quindi rifiutato di procedere con l’ultimo passaggio.
Aggiunge che il figlio avrebbe cercato di parlare al posto della madre e che, secondo quanto risultava all’anagrafe comunale, la donna avrebbe trascorso anche alcuni anni nuovamente in Marocco prima di rientrare in Italia.
Il sindaco racconta inoltre che la stessa donna gli avrebbe detto di non conoscere direttamente la procedura seguita, perché se ne sarebbe occupato il marito.
Per Cruciani il caso dimostra che la cittadinanza non può essere considerata un automatismo: chi la richiede deve almeno essere in grado di sostenere una conversazione elementare in italiano.
Parenzo lo attacca invece perfino sul suo uso dell’italiano, trasformando l’espressione “non l’ho telefonata io” in una lunga presa in giro sul fatto che proprio il sindaco chiamato a valutare la conoscenza linguistica commetta errori grammaticali.
Karima Moual: «Avete umiliato una donna fragile»
A 40:00 entra Karima Moual e il confronto cambia completamente tono.
Moual non nega l’importanza della lingua. Anzi, la definisce “la prima porta dell’integrazione”.
Contesta però il modo in cui la vicenda è stata trasformata in un caso nazionale.
Secondo lei il sindaco e i media avrebbero utilizzato la storia di una donna di 63 anni, probabilmente con un percorso scolastico limitato e proveniente da un contesto difficile, per costruire una battaglia politica sull’immigrazione.
Richiama anche l’esperienza degli emigrati italiani del passato, molti dei quali vissero per anni in Germania, Svizzera o Stati Uniti senza arrivare a una piena padronanza della lingua locale.
Per Moual la questione non è dunque concedere automaticamente la cittadinanza, ma evitare di trasformare una condizione di fragilità individuale in propaganda.
Schiesaro respinge l’accusa e ribadisce di avere semplicemente applicato il proprio ruolo istituzionale.
Eterno vuole rendere illegale l’Islam
A 52:55 arriva Eterno, alias Ferenc Venturelli, già noto alla trasmissione per aver dato alle fiamme una copia del Corano.
Questa volta la posizione è ancora più esplicita: dice di voler rendere illegale l’Islam in Italia.
Non propone formalmente di espellere tutti i musulmani, ma sostiene che la religione islamica rappresenti un pericolo e che i fedeli dovrebbero poter pregare soltanto privatamente, nelle proprie abitazioni.
Secondo Eterno i musulmani sarebbero pacifici soltanto finché restano minoranza e, una volta diventati maggioranza, cercherebbero di imporre la propria cultura.
Il discorso si sposta poi sulle seconde generazioni. Eterno sostiene che chi nasce in Italia da genitori stranieri dovrebbe dimostrare prima di tutto di sentirsi italiano; chi rifiuta questa appartenenza, nella sua visione, dovrebbe tornare nel Paese d’origine insieme alla famiglia.
Karima Moual lo definisce un radicalizzato, un estremista e un islamofobo. Arriva inoltre a dichiararsi favorevole all’introduzione di un reato specifico di islamofobia, sostenendo che discorsi come quello di Eterno rendano più tossica la convivenza civile.
Nicola Mondaini: tutte le bufale sulla masturbazione
A 1:03:40 entra il professor Nicola Mondaini, urologo, con il libro Il pene, istruzioni per l’uso.
Si comincia da una raffica di credenze popolari sulla masturbazione.
Mondaini smentisce che renda ciechi, provochi impotenza, riduca il testosterone, faccia crescere peli sulle mani, provochi acne, faccia perdere memoria o rimpicciolisca il pene. Sottolinea invece che la masturbazione è un comportamento naturale e contesta i contenuti social che promettono aumenti di energia o testosterone attraverso lunghi periodi di astinenza.
Il professore parla anche dei cambiamenti fisiologici del pene con l’età e dei controlli urologici consigliati agli uomini.
Poi la teoria diventa pratica.
Cruciani si fa visitare la prostata in diretta
Cruciani decide di sottoporsi in studio a una esplorazione rettale della prostata.
Mondaini esegue la visita in pochi secondi e riferisce di aver trovato una prostata leggermente congestionata, ma senza elementi che gli facciano rilevare problemi preoccupanti in quel momento.
Il professore sfrutta la scena per invitare gli uomini a non avere paura dei controlli urologici e ricorda l’importanza della prevenzione prostatica.
La chiusura è dedicata ai rapporti orali: Mondaini spiega che anche attraverso la fellatio possono essere trasmesse infezioni, compreso il papillomavirus, e cita l’esistenza di dispositivi di barriera utilizzabili soprattutto nei rapporti occasionali.
Una puntata che parte da immigrazione, cittadinanza e Islam e finisce con Cruciani piegato davanti all’urologo.
Perfettamente in linea con la liturgia.













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