Il riepilogo
La puntata del 16 settembre 2026 riparte da uno dei casi che da giorni incendiano La Zanzara: Mario Roggero.
Cruciani si dice deluso dalle nuove dichiarazioni del gioielliere, che davanti alla prospettiva della permanenza in carcere avrebbe riconosciuto di essere stato troppo impulsivo e sostenuto che ogni vita abbia valore.
Per Cruciani si tratta di un cambio di posizione evidente rispetto alle dichiarazioni precedenti, ma ne comprende la ragione: il carcere cambia le prospettive e Roggero starebbe cercando di ottenere una possibilità di uscita.
Parenzo legge la stessa vicenda in maniera opposta e considera quelle parole soprattutto una strategia per dimostrare pentimento davanti ai giudici.
Roggero, carcere e giustizia
Il confronto torna ancora una volta sulla distinzione tra legittima difesa e vendetta.
Cruciani continua a sostenere che Roggero abbia reagito in uno stato psicologico estremo dopo la rapina e considera la pena sproporzionata.
Parenzo insiste invece sul fatto che i rapinatori siano stati inseguiti fuori dalla gioielleria e che la vicenda sia stata giudicata come omicidio volontario.
Le telefonate degli ascoltatori dividono ulteriormente lo studio tra chi considera Roggero una vittima del sistema e chi ricorda che una rapina non autorizza a inseguire e uccidere chi sta scappando.
Immigrazione, ricorsi e tempi della giustizia
Cruciani cita poi il caso, riportato in trasmissione, di una donna senegalese alla quale sarebbe stata respinta la richiesta di poter restare in Italia e che avrebbe presentato ricorso.
A indignarlo sono soprattutto i tempi prospettati per la decisione: secondo quanto raccontato in onda, l'udienza sarebbe stata fissata diversi anni dopo.
Il caso diventa per Cruciani l'ennesimo esempio di un sistema giudiziario e amministrativo troppo lento.
Nello stesso editoriale viene ricordato anche il caso di Carol Maltesi e il lungo percorso processuale seguito all'omicidio, utilizzato ancora una volta per discutere di certezza della pena e durata dei procedimenti.
Al Bano a Tel Aviv
La discussione passa quindi ad Al Bano, criticato da alcuni commentatori citati in trasmissione per aver cantato Felicità a Tel Aviv mentre a Gaza prosegue il conflitto.
Cruciani difende il cantante: per lui un artista può esibirsi dove vuole e non ha senso pretendere che rinunci a cantare una delle sue canzoni più famose per il contesto politico.
Parenzo concorda sulla libertà dell'artista, pur entrando nuovamente in collisione con Cruciani quando viene ricordato che in passato aveva criticato le esibizioni di Al Bano in Russia.
Da lì parte l'ennesimo scontro sul doppio standard tra Russia e Israele.
Andrea Boccolini e la guerra dei proctologi
Dopo il segmento escluso tra 40:00 e 1:08:00, la puntata riparte con una questione ormai diventata una vera saga nazionale della Zanzara:
come ci si pulisce correttamente dopo essere andati in bagno?
A rispondere questa volta è Andrea Boccolini, presentato come chirurgo e pelviperineologo.
La prima indicazione è netta: la carta igienica andrebbe utilizzata con moderazione e soprattutto senza strofinare in maniera aggressiva.
Boccolini spiega che uno sfregamento eccessivo può produrre microtraumi, irritazioni e infiammazioni.
La procedura che consiglia è molto più semplice: rimuovere delicatamente il materiale più evidente, poi utilizzare acqua tiepida e le mani.
Niente dito dentro
Qui nasce la vera battaglia scientifica.
Un precedente proctologo ospite della trasmissione aveva suggerito anche l'introduzione di un dito per detergere meglio la parte interna.
Boccolini non è d'accordo.
Secondo lui non è necessario inserire il dito nell'ano: basta assumere sul bidet una posizione corretta e spingere leggermente, simulando la manovra della defecazione, per esporre quanto serve della parte interna e lavarla con acqua.
Cruciani proclama immediatamente la nascita della “guerra tra proctologi”.
Si parla perfino della possibilità di insegnare a scuola le corrette norme di igiene intima, con Parenzo che immagina ironicamente lezioni settimanali dedicate alla pulizia del deretano.
Boccolini mantiene invece il discorso sul piano medico: conoscere le corrette modalità di igiene, sostiene, può evitare irritazioni e altri problemi.
Luana Absoluta perde POS e conti
A 1:21:17 arriva Luana Absoluta, escort brasiliana già nota alla trasmissione anche per aver permesso ai clienti di pagare tramite POS.
Questa volta racconta però che il sistema si è inceppato.
Secondo Luana, dopo essersi regolarizzata fiscalmente e aver adottato un codice ATECO collegato alla propria attività, avrebbe subito il blocco di alcuni conti aziendali e dei dispositivi utilizzati per i pagamenti.
Il paradosso, nella sua versione, è evidente: quando incassava molto denaro contante si sentiva guardata con sospetto; dopo aver provato a rendere trasparente la provenienza dei guadagni, alcuni operatori finanziari avrebbero smesso di offrirle il servizio.
Cruciani prende immediatamente le sue difese.
Per lui chi vuole dichiarare i propri guadagni e pagare le tasse dovrebbe essere messo nelle condizioni di farlo, indipendentemente dal giudizio morale sull'attività svolta.
Chiara Parolin: «Non è un lavoro»
A 1:25:00 entra in collegamento Chiara Parolin e lo scontro è immediato.
Parolin rifiuta completamente l'idea che l'attività di escort possa essere considerata un normale lavoro e invita Luana a cercarne uno diverso.
Luana replica che non è vittima di nessuno, che quella è una propria scelta e che intende continuare finché sarà lei a volerlo.
È questo il vero punto di rottura.
Per Parolin la prostituzione resta una forma di sfruttamento e una lesione della dignità femminile.
Per Luana, invece, parlare automaticamente di schiavitù significa negare l'autonomia di una donna adulta che decide consapevolmente come guadagnare.
Il confronto si sposta anche sui servizi online dedicati alle escort, sui sistemi di pagamento e sugli strumenti che Luana considera parte normale della propria attività.
La puntata termina così con un paradosso perfettamente zanzaresco: dopo aver passato mezz'ora a stabilire scientificamente come lavarsi, si finisce a discutere se lo Stato e le banche debbano permettere a una escort di incassare con il POS e pagare regolarmente le tasse.













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