L’articolo

Giuseppe Barboni torna a La Zanzara con una presentazione già abbastanza impegnativa: imprenditore, conoscitore e intermediario del lusso, sedicente playboy ed ex fighter di MMA.

Ma questa volta non arriva solo.

Alle sue spalle ci sono alcuni uomini che vengono scherzosamente presentati come i suoi “adepti”. Barboni gioca sulla definizione e arriva persino a dire che potrebbe quasi fondare una religione, sostenendo di avere un seguito molto numeroso.

È soltanto l’antipasto.

Lo scontro con Clizia De Rossi

Appena il confronto si sposta su Clizia De Rossi, la situazione precipita.

Barboni contesta frontalmente la sua identità di genere e insiste nel chiederle cosa abbia “in mezzo alle gambe”, sostenendo che non possa essere considerata una donna.

Arriva inoltre a utilizzare definizioni come “invertito” e a descrivere le persone trans come mentalmente malate.

Clizia reagisce immediatamente e lo accusa di essere transfobico. Il confronto non resta per molto sul piano delle idee: i due iniziano a scambiarsi attacchi personali, provocazioni e minacce di querele.

Barboni insiste sulla propria posizione e respinge qualsiasi tentativo di riconoscere a Clizia l’identità con cui si presenta. De Rossi, dall’altra parte, lo accusa ripetutamente di essere fuori controllo.

«Sei strafatto»

È proprio questa l’accusa che domina il blocco.

Clizia sostiene più volte che Barboni sia “strafatto” e che il suo comportamento in studio dimostri uno stato alterato.

Non viene però fornita in trasmissione alcuna prova che consenta di stabilire che Barboni abbia assunto sostanze.

Lui respinge l’accusa e arriva a dire di poter mostrare le proprie analisi.

Il titolo del video riprende quindi la provocazione emersa durante lo scontro, ma nel contenuto si tratta dell’accusa di De Rossi, non di un fatto accertato.

Lauree, denunce e vecchie ruggini

Il confronto si sposta anche sui titoli di studio di Clizia.

Barboni mette in discussione il percorso universitario da lei rivendicato; De Rossi risponde annunciando nuove azioni legali e ricordando che già in passato tra i due erano volate accuse e denunce.

Clizia tira poi in ballo altre vicende attribuite a Barboni: parla di una precedente candidatura politica fallita, di un’indagine per una presunta aggressione e di familiari che, secondo quanto afferma, avrebbero preso le distanze da lui.

Sono ricostruzioni sostenute da De Rossi durante la lite e non verificate nel corso del segmento.

La discussione diventa praticamente impossibile da moderare.

Le frasi su egiziani e bengalesi

Cruciani prova allora a riportare Barboni su dichiarazioni più propriamente politiche.

Viene recuperata una frase pronunciata in una precedente apparizione televisiva, nella quale Barboni avrebbe parlato in termini fortemente offensivi di egiziani e bengalesi, sostenendo che determinate etnie creerebbero problemi alla popolazione italiana.

Clizia definisce quelle parole razziste.

Viene inoltre ricordato che perfino Roberto Vannacci, al quale Barboni era stato accostato politicamente, avrebbe preso le distanze da certe espressioni. Nel programma la questione viene utilizzata per evidenziare quello che De Rossi considera un cortocircuito: Barboni arriva in studio accompagnato anche da persone di origine straniera, mentre in passato ha pronunciato frasi molto dure contro intere comunità.

Barboni ribatte mostrando proprio gli uomini che sono con lui come prova del fatto di non essere ostile indistintamente agli stranieri.

Di nuovo contro Clizia

Ma ogni tentativo di spostarsi su un piano politico dura pochissimo.

Barboni torna continuamente a colpire l’identità di Clizia, insiste sulla contrapposizione uomo-donna e ripete le proprie definizioni sulle persone trans.

Clizia replica con altrettanta aggressività, continuando a chiamarlo “strafatto” e mettendone in discussione lucidità e credibilità.

Nel caos viene citata anche Erika Hilton, deputata transgender brasiliana, utilizzata come esempio per contestare l’idea che una persona trans possa essere liquidata come mentalmente malata.

Il caso Mollo

Nel finale Cruciani tenta un ultimo cambio di argomento e chiede a Barboni del caso Roberto Mollo, tornando sul tema della legittima difesa che attraversa da giorni la trasmissione.

Ma anche questa parentesi dura pochissimo: lo scontro personale riparte quasi immediatamente e lo studio torna ingestibile.

Il risultato è uno dei blocchi più caotici della puntata.

Barboni nega qualsiasi riconoscimento dell’identità femminile di Clizia e attacca duramente il mondo trans; Clizia lo accusa di transfobia, razzismo e di essere in uno stato alterato. Nel mezzo compaiono Vannacci, immigrazione, vecchie denunce e accuse personali.

Più che un confronto, una rissa verbale praticamente senza tregua.