L’articolo
Maurizia Paradiso e Clizia De Rossi nello stesso studio. A La Zanzara basta la presentazione per capire che il confronto non sarà esattamente diplomatico.
Cruciani costruisce il derby su una contrapposizione politica netta: Paradiso si colloca a destra, mostra simpatia per Roberto Vannacci e rivendica posizioni lontanissime da quelle tradizionalmente associate all’attivismo LGBT; Clizia De Rossi si schiera invece a sinistra e considera quelle posizioni una minaccia diretta ai diritti delle persone trans.
In mezzo, Parenzo guarda lo spettacolo e sintetizza la situazione con la battuta che finisce per dare il titolo al blocco: “l’affare s’ingrossa”.
Maurizia Paradiso: «Io non sono una donna»
Il primo punto di rottura riguarda direttamente l’identità.
Paradiso ribadisce una posizione già espressa in precedenti interventi: non vuole essere considerata una donna e preferisce essere chiamata al maschile, nonostante il proprio percorso di transizione e gli interventi affrontati in passato.
Rivendica insomma il diritto di definire sé stessa fuori dagli schemi che gli altri vorrebbero applicarle.
Clizia interpreta però questa impostazione come una contraddizione, soprattutto quando viene associata al sostegno politico per Roberto Vannacci.
Per De Rossi chi appartiene alla comunità trans dovrebbe battersi insieme agli altri contro chi propone una visione restrittiva dei diritti e dell’identità di genere.
Paradiso non ci sta.
Rifiuta l’idea di dover aderire automaticamente a una linea politica in quanto persona trans e rivendica la libertà di schierarsi a destra, di criticare i Pride e di sostenere un politico che considera coerente e serio.
«Io Vannacci lo amo»
Il nome di Vannacci diventa immediatamente il centro dello scontro.
Paradiso dice di apprezzarlo proprio per la sua coerenza e lo invita, provocatoriamente, a candidarsi e andare avanti in politica.
Clizia non comprende come sia possibile sostenere un uomo che ha utilizzato espressioni molto dure nei confronti delle persone LGBT e che, nella sua lettura, rappresenta esattamente la cultura politica contro la quale una persona trans dovrebbe combattere.
Paradiso separa completamente i due piani: non vuole essere rappresentata da movimenti, associazioni o Pride e non considera la propria storia personale sufficiente a imporle una collocazione politica.
La discussione diventa così interessante proprio perché rompe uno schema abituale: due persone con esperienze legate alla transizione che arrivano a conclusioni politiche diametralmente opposte.
«L’affare s’ingrossa»
Tra una provocazione e l’altra il confronto scivola inevitabilmente sul terreno sessuale.
Paradiso e Clizia si scambiano battute esplicite sul proprio corpo, sulle operazioni affrontate e sulla sessualità, mentre Cruciani prova a mantenere un ordine minimo.
Parenzo osserva che, per una volta, Cruciani non ha nemmeno bisogno di gettare benzina sul fuoco: le due ospiti sono già perfettamente in grado di alimentare lo scontro da sole.
È in questa atmosfera che arriva la battuta sul fatto che davanti ci sarebbero “due uomini” e che quindi “l’affare s’ingrossa”: provocazione volutamente zanzaresca che trasforma la discussione sull’identità in puro caos da studio.
Pena di morte e legittima difesa
Poi si cambia completamente argomento.
Paradiso si dichiara favorevole alla pena di morte per alcuni omicidi particolarmente gravi e arriva a dire, in maniera provocatoria, che sarebbe disposta a fare gratuitamente il boia.
La linea cambia però quando si parla di Mario Roggero e Roberto Mollo.
In quei casi Paradiso considera la reazione alle intrusioni criminali una forma di difesa e sostiene che Roggero debba essere liberato. Anche Mollo, secondo lei, avrebbe agito secondo una logica comprensibile di protezione della propria proprietà.
Clizia assume la posizione opposta e considera quelle condotte casi nei quali la reazione ha superato i limiti della legittima difesa, arrivando a parlare di omicidio.
Il confronto torna così su uno dei temi dominanti della settimana della Zanzara: fino a dove può arrivare un cittadino che reagisce contro un ladro?
Mussolini divide ancora
Il finale porta inevitabilmente a Benito Mussolini.
Paradiso, pur criticando alcuni comportamenti del Duce, gli attribuisce anche risultati positivi sul piano sociale e mostra una disposizione molto meno ostile rispetto a Clizia.
De Rossi contesta apertamente quella lettura e ricorda il carattere dittatoriale e repressivo del fascismo, smontando anche alcune delle realizzazioni che vengono tradizionalmente attribuite a Mussolini.
Il confronto si trasforma ancora una volta in provocazione, battute sessuali e reciproche accuse.
Alla fine, più che due persone unite da un percorso simile, emergono due visioni opposte praticamente su tutto: politica, diritti LGBT, Vannacci, Pride, pena di morte, legittima difesa e fascismo.
Ed è proprio questo il cuore del blocco: l’identità personale non determina automaticamente una posizione politica. A La Zanzara, anzi, può diventare il punto di partenza per uno scontro totale.













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