L’articolo

Francesco Estrafallaces ha 23 anni, è laureato in Scienze politiche, si definisce omosessuale e politicamente di destra. Dopo un passato da militante di Fratelli d’Italia, racconta di essersi avvicinato all’area di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale. A La Zanzara basta però una domanda di Giuseppe Cruciani per portarlo immediatamente al centro dello scontro: cosa pensa del Gay Pride?

La risposta non lascia spazio alle sfumature: «Per me è un abominio».

«Il Pride ha perso il suo obiettivo»

Estrafallaces precisa che il problema, secondo lui, non è l’omosessualità in sé ma ciò che le manifestazioni Pride sarebbero diventate negli ultimi anni. Sostiene che abbiano perso la propria funzione originaria e contesta soprattutto la presenza di simboli politici che considera estranei alla rivendicazione dei diritti degli omosessuali.

Cita le bandiere palestinesi e afferma di non riconoscersi nella comunità LGBTQ+. Per lui in Italia le persone omosessuali avrebbero già ottenuto i diritti necessari e il Pride, nella forma attuale, non avrebbe quindi più una reale utilità.

È una posizione particolarmente provocatoria proprio perché arriva da un uomo che dichiara apertamente di essere gay. Cruciani coglie immediatamente il paradosso e porta il discorso ancora più avanti: se rifiuta il Pride e condivide alcune formulazioni utilizzate da Vannacci, considera gli omosessuali “normali” oppure “anormali”?

«Gli omosessuali sono anormali»

Estrafallaces risponde senza esitazioni: «Sono assolutamente anormali». Richiama il linguaggio utilizzato da Vannacci e prova successivamente a spiegare che il termine potrebbe essere inteso anche in senso statistico, come riferimento a una minoranza rispetto alla popolazione.

Ma Cruciani gli pone una domanda ancora più diretta: si considera personalmente contro natura?

Anche questa volta Estrafallaces risponde di sì. Secondo la sua visione, la natura avrebbe stabilito l’eterosessualità come modello riproduttivo e l’omosessualità rappresenterebbe quindi una condizione esterna a quell’ordine naturale.

La posizione scatena immediatamente le contestazioni in studio. Gli viene fatto notare che orientamento sessuale, identità di genere e possibilità biologiche non possono essere ridotte a una formula così semplice. Estrafallaces, tuttavia, non corregge il concetto centrale e ribadisce più volte di considerarsi lui stesso “contro natura”.

Un gay contro le adozioni gay

Il confronto si sposta poi sulla famiglia. Cruciani gli chiede se, da omosessuale, sarebbe favorevole alla possibilità di adottare un figlio insieme a un partner dello stesso sesso.

Estrafallaces risponde negativamente. È contrario alle adozioni da parte delle coppie omosessuali e si dichiara favorevole alla famiglia “tradizionale e naturale”.

Il cortocircuito è evidente: un uomo gay sostiene apertamente un modello politico e familiare che limita alcune possibilità anche per persone con il suo stesso orientamento sessuale. È precisamente questo elemento a rendere il suo intervento uno dei più particolari della puntata.

Alle accuse di incoerenza replica senza mostrare disagio. Per Estrafallaces il fatto di essere personalmente omosessuale non comporta automaticamente l’adesione alle rivendicazioni della comunità LGBT né l’obbligo di sostenere matrimonio, adozioni o Pride.

Vannacci e il significato di “normalità”

Nel corso della discussione Estrafallaces prova anche a difendere le parole di Roberto Vannacci, sostenendo che il concetto di “anormalità” attribuito agli omosessuali vada letto soprattutto in termini statistici: una minoranza non rappresenta la norma numerica della popolazione.

Il problema è che lo stesso Estrafallaces va oltre questa interpretazione quando afferma personalmente di considerare l’omosessualità “contro natura”. Cruciani insiste proprio sulla differenza tra le due formulazioni, chiedendogli più volte se sia davvero quella la sua convinzione.

La risposta resta affermativa.

In studio gli viene contestato anche il rapporto tra queste posizioni e la sua militanza politica. L’accusa è quella di assumere idee particolarmente radicali per avvicinarsi alla linea del movimento di Vannacci. Estrafallaces respinge implicitamente questa lettura continuando a presentare le proprie convinzioni come personali e non come semplice disciplina di partito.

Fuori dalla comunità LGBT

Un altro passaggio significativo riguarda il modo in cui Estrafallaces definisce se stesso. Non sente di appartenere alla comunità LGBTQ+ e non considera necessario adottarne linguaggio, simboli o rivendicazioni.

Arriva anche a utilizzare su di sé e sugli altri omosessuali un termine tradizionalmente offensivo, spiegando di non vergognarsene. Il tema apre un ulteriore scontro sul linguaggio: per lui appropriarsi di una parola significa sottrarle parte del potere offensivo; dall’altra parte gli viene contestato che il suo uso continui comunque a veicolare una forma di discriminazione.

Ancora una volta Estrafallaces rifiuta l’idea che l’appartenenza a una minoranza debba produrre automaticamente una determinata identità politica.

Il paradosso Estrafallaces

L’intervento ruota interamente intorno a questo paradosso. Francesco Estrafallaces è omosessuale ma rifiuta il Pride, non si riconosce nella comunità LGBT, considera l’omosessualità contro natura, sostiene la famiglia tradizionale ed è contrario alle adozioni gay.

Non tenta di conciliare queste posizioni con quelle più diffuse nei movimenti per i diritti LGBT. Al contrario, rivendica proprio il diritto di essere omosessuale senza condividere quel sistema politico e culturale.

Cruciani trova così il classico “uomo che morde il cane” della Zanzara: non un conservatore che critica dall’esterno il movimento LGBT, ma un giovane gay che utilizza contro quel movimento alcuni degli argomenti più contestati dalla stessa comunità.

Ed è proprio questa contraddizione apparente a trasformare pochi minuti di collegamento in uno scontro che va molto oltre il Pride: chi può decidere cosa significhi essere omosessuale, e quanto l’orientamento sessuale deve necessariamente determinare le idee politiche di una persona?