L’articolo

Francesco Minutillo, avvocato di Forlì e autore di Anche i fascisti hanno diritti, arriva a La Zanzara dichiarandosi apertamente fascista e vicino a Futuro Nazionale. Prima ancora che inizi il confronto con Clizia De Rossi, David Parenzo ricostruisce alcune delle vicende che lo hanno reso noto e torna sulla sospensione disciplinare legata a un termine offensivo utilizzato per identificare un imputato nigeriano.

Minutillo offre la propria lettura della vicenda e sostiene che, nel suo caso, le Sezioni Unite abbiano ritenuto quel termine non discriminatorio in sé ma inopportuno nell'esercizio della professione forense. Da qui allarga il discorso alla sua battaglia contro il politicamente corretto, che considera un tentativo di imporre le parole consentite e quindi di condizionare il pensiero.

«Anche i fascisti hanno diritti»

Cruciani gli chiede quindi di riassumere le proprie posizioni.

Minutillo rivendica il diritto di definirsi fascista, di commemorare i defunti della Repubblica Sociale Italiana, di difendere in sede giudiziaria chi viene accusato per il saluto romano e di rendere omaggio a Benito Mussolini.

Conferma anche una delle sue tesi più controverse: considera Mussolini il più grande statista italiano e gli attribuisce un ruolo decisivo nella modernizzazione del Paese.

Rivendica inoltre una vecchia espressione offensiva utilizzata nei confronti dei partigiani, pur sostenendo che l'antifascismo dei costituenti fosse molto diverso da quello contemporaneo. Nella sua interpretazione, la Costituzione tutelerebbe anche il pensiero fascista quando non si traduce in violenza e rispetta le libertà democratiche. Sono le posizioni politiche e giuridiche sostenute da Minutillo nel confronto, non conclusioni condivise dagli altri presenti. :chatgpt-content-reference{index="0"}

Entra Clizia De Rossi

L'arrivo di Clizia De Rossi fa saltare immediatamente ogni tentativo di moderazione.

De Rossi annuncia provocatoriamente di volersi occupare della posizione professionale di Minutillo e lo attacca sia sul piano politico sia personale. Il nucleo dello scontro, però, riguarda il significato dell'antifascismo nella Costituzione italiana.

Per Clizia l'impianto repubblicano è inequivocabilmente antifascista e le posizioni dell'avvocato rappresentano esattamente ciò contro cui quella cultura politica è nata.

Minutillo replica sostenendo di conoscere la materia costituzionale anche per aver difeso persone coinvolte in procedimenti legati alla legislazione contro discriminazione e propaganda fascista.

Il confronto degenera rapidamente in insulti reciproci, al punto che Cruciani invita più volte a contestare Minutillo nel merito anziché limitarsi alle offese. :chatgpt-content-reference{index="1"}

“Invertiti”, omosessualità e Stato

Il dibattito si sposta poi sulle parole utilizzate da Roberto Vannacci nei confronti di Tommaso Cerno e sulla definizione di “invertiti”.

Minutillo rifiuta l'idea che ogni termine non conforme al linguaggio contemporaneo debba essere automaticamente censurato e sostiene che Vannacci avrebbe parlato di comportamenti, non della dignità personale di Cerno.

Cruciani lo porta allora a esplicitare il punto: considera l'omosessualità “contro natura”?

Minutillo evita inizialmente una formula secca, ma definisce il comportamento omosessuale “disordinato”, richiamandosi anche alla dottrina sociale della Chiesa. Secondo lui lo Stato, soprattutto in una fase di denatalità, dovrebbe concentrare sostegno e risorse sulle famiglie orientate alla procreazione.

Arriva inoltre a descrivere la condizione di Clizia come una situazione di sofferenza e annuncia provocatoriamente che pregherà per lei recitando il Rosario.

De Rossi respinge completamente questa impostazione e contesta l'equazione tra identità personale, sofferenza e anormalità. :chatgpt-content-reference{index="2"}

Predappio e la tomba di Mussolini

È però su Predappio che il confronto raggiunge il punto più acceso.

Si parte dall'idea, attribuita a Parenzo, di cambiare l'immagine della città per sottrarla all'identificazione quasi esclusiva con la tomba di Mussolini.

Minutillo considera il tentativo inutile: la storia, dice, non può essere cancellata. Abitando a pochi chilometri da Predappio, racconta di passarci regolarmente e afferma di provare davanti alla tomba un sentimento di preghiera e riconoscenza verso il defunto e le sue azioni.

Collega poi il passato al presente e sostiene che l'Italia starebbe vivendo una nuova situazione di emergenza legata a immigrazione, presenza islamica e insicurezza. Anche in questo caso si tratta della sua lettura politica.

Clizia reagisce con una provocazione estrema.

Descrive Mussolini come un dittatore codardo e sostiene che il suo corpo dovrebbe essere dissotterrato ed esposto in modo da permettere alle persone di urinare sulla sua tomba o sui suoi resti, arrivando a immaginare perfino una diretta YouTube.

Cruciani giudica la proposta eccessiva. Minutillo collega invece quelle parole al trattamento riservato al corpo di Mussolini dopo Piazzale Loreto e accusa l'antifascismo più radicale di essere nato anche attraverso oltraggi al cadavere. :chatgpt-content-reference{index="3"}

Il Romano della Zanzara

Nel confronto resta anche il Romano della Zanzara, che aveva già sintetizzato la propria posizione con una frase: è facile essere fascisti in democrazia, molto più difficile essere democratici sotto il fascismo.

La sua presenza contribuisce a trasformare il blocco in uno scontro a tre nel quale ogni argomento finisce per tornare alla stessa domanda: quanto spazio deve concedere una democrazia a chi rivendica apertamente il fascismo?

Minutillo sostiene che la risposta debba essere il massimo spazio compatibile con la legge e con l'assenza di violenza. De Rossi considera invece quelle idee incompatibili con i valori antifascisti della Repubblica.

E quando la discussione arriva alla tomba di Mussolini, ogni residuo di diplomazia scompare definitivamente.