Recap
La puntata del 12 ottobre 2026 comincia con Giuseppe Cruciani particolarmente soddisfatto per una notizia giudiziaria: la richiesta di arresti nei confronti di persone coinvolte negli scontri legati ad Askatasuna, con accuse pesanti dopo le aggressioni agli agenti.
Per Cruciani è quasi una definizione personale di felicità: svegliarsi, prendere il telefono e leggere che chi avrebbe cercato di colpire e incendiare mezzi delle forze dell’ordine viene finalmente perseguito con durezza.
Da qui parte una lunga apertura tutta giocata su sicurezza, repressione, proprietà e libertà.
Salis, Greta e il diritto alla casa
Il primo bersaglio politico è Ilaria Salis.
Cruciani contesta la formula secondo cui “la casa è un diritto, non una merce” e la interpreta come un attacco alla libertà di chi possiede più immobili di affittarli e ricavarne un reddito.
Subito dopo tocca a Greta Thunberg, criticata per le sue accuse al governo italiano e per le posizioni sui CPR destinati ai migranti.
Per Cruciani c’è un paradosso evidente: definire fascista un Paese nel quale si è completamente liberi di accusare pubblicamente il governo di essere fascista.
La terza polemica riguarda invece Reggio Emilia, dove in trasmissione viene raccontato il caso di insegnanti ai quali sarebbe stata richiesta una presa di distanza dalle politiche di Netanyahu prima di una visita.
Cruciani considera inaccettabile qualsiasi dichiarazione preventiva di quel genere. Parenzo concorda sul fatto che non si possa attribuire agli ebrei italiani la responsabilità delle decisioni del governo israeliano.
Russia, Iran e sicurezza
Parenzo apre poi un altro fronte e sostiene che le ambasciate di Russia e Iran in Italia dovrebbero essere chiuse.
Cruciani non condivide: per quanto duri possano essere i rapporti con Mosca e Teheran, secondo lui mantenere canali diplomatici resta necessario.
La discussione porta a Vincenzo De Luca, del quale Cruciani rilancia un intervento sulla sicurezza.
Il concetto piace molto al conduttore: la sicurezza non sarebbe affatto un argomento “di destra”, perché riguarda prima di tutto chi non può proteggersi con quartieri privilegiati, vigilanza privata e abitazioni isolate. Per De Luca, e per Cruciani che lo approva, è un bisogno fondamentale quasi quanto il lavoro.
Un nuovo comma Cruciani-Giordano
Non poteva mancare la ormai quotidiana legge Cruciani-Giordano.
Questa volta Cruciani aggiunge un nuovo principio alla sua proposta: chi si difende all’interno della propria abitazione dovrebbe poter utilizzare qualsiasi arma ritenga necessaria, da quelle da fuoco a quelle da taglio o da percosse.
Il confronto torna poi su Mario Roggero.
Viene letta una sua lettera dal carcere nella quale racconta l’impatto della detenzione a oltre settant’anni. Cruciani si schiera ancora una volta dalla sua parte, mentre Parenzo contesta l’operazione mediatica di Mario Giordano e osserva che, se si vogliono raccontare le sofferenze dei detenuti, bisognerebbe farlo anche per tutti gli altri.
Cruciani ribadisce comunque il cuore della proposta: chi subisce un’aggressione nella propria casa e reagisce non dovrebbe essere punito né costretto a risarcire l’aggressore.
Vannacci, fascismo e comunismo
Il discorso scivola quindi su Roberto Vannacci.
Parenzo lo definisce politicamente pericoloso e sostiene che le sue idee, qualora diventassero maggioritarie e arrivassero al governo, rappresenterebbero una sciagura.
Quando gli viene chiesto cosa pensa degli elettori del generale, la risposta è altrettanto dura: li descrive come persone prive, nella sua valutazione, di adeguati strumenti critici e dominate da paure e pulsioni reazionarie.
Cruciani difende invece il diritto di votarli e rilancia una delle sue provocazioni del giorno: se esiste un reato di apologia del fascismo, allora dovrebbe esistere anche quello di apologia del comunismo.
La sua posizione finale, però, è ancora più radicale: abolire entrambi perché, a suo giudizio, sono reati d’opinione.
Extraterrestri, Lucifero e intelligenza artificiale
Poi arriva Giorgio da Padova e per qualche minuto la politica terrestre diventa insufficiente.
L’ascoltatore sostiene di aver ormai compreso chi controlla veramente non soltanto il pianeta, ma l’universo.
Nella sua ricostruzione esisterebbero entità extraterrestri, arconti, una massoneria deviata e un’intelligenza artificiale identificata con “Lux”, cioè Lucifero.
Arriva a descrivere gli esseri umani come computer biologici creati dagli extraterrestri e Giorgia Meloni come un semplice burattino inserito in questo sistema di potere.
Cruciani prova a seguirlo per qualche minuto, poi la cosmologia zanzaresca viene rapidamente archiviata.
Legittima difesa: il gioielliere aggredito
Il tema della sicurezza ritorna con il racconto di un gioielliere aggredito nel proprio negozio.
Nell’audio trasmesso l’uomo racconta di essere stato colpito alla testa e minacciato con una pistola durante una rapina.
Per Cruciani è un nuovo esempio del problema che denuncia da giorni: se una vittima, terrorizzata, avesse una pistola e sparasse mentre uno dei rapinatori si sta voltando o allontanando, rischierebbe successivamente conseguenze giudiziarie.
Un ascoltatore sintetizza la linea estrema della proposta: dove non arriva lo Stato, arriva “la polvere da sparo”.
Parenzo continua invece a vedere il rischio di trasformare la legittima difesa in una delega generalizzata all’uso delle armi.
Pena di morte in streaming
Torna anche il dibattito sull’idea americana di mostrare pubblicamente l’esecuzione dell’autore della strage di Fort Hood.
Cruciani ammette di comprendere la componente di vendetta che spinge molte persone a voler vedere morire chi ha assassinato numerose vittime e arriva a chiedersi se una simile esposizione possa avere anche un valore deterrente.
Parenzo resta contrario alla pena di morte.
Le telefonate, naturalmente, estremizzano entrambe le posizioni e collegano il tema anche alla guerra contro Hamas e Hezbollah, accusando Parenzo di applicare criteri differenti quando le uccisioni riguardano nemici di Israele.
Lorenzo Drago e la scienza del water
A 38:58 entra il professor Lorenzo Drago, docente di microbiologia clinica all’Università degli Studi di Milano e responsabile di un laboratorio di microbiologia clinica.
Cruciani traduce immediatamente il curriculum nel linguaggio della trasmissione: il professore “analizza la cacca”.
Drago spiega che studia il microbioma, cioè la componente microbica presente nelle feci, anche in relazione a diverse patologie.
Da qui parte un segmento che mescola divulgazione e follia.
Si ipotizza perfino un programma televisivo costruito sull’analisi delle feci dei leader politici: Trump, Netanyahu, Vannacci e altri personaggi osservati attraverso il loro microbioma.
Drago spiega che esistono studi sui possibili rapporti tra microbiota e comportamento, ma precisa che servirebbero correlazioni scientifiche serie prima di arrivare a conclusioni individuali.
Cinque minuti sul water
Il vero quesito è molto più concreto: quanto tempo bisogna restare seduti sul water?
Drago indica circa cinque minuti come riferimento prudenziale.
Restare quindici o venti minuti seduti, magari scrollando lo smartphone, può aumentare pressione e congestione nella zona emorroidaria. Il professore cita uno studio che segnala un’associazione con problemi emorroidari, ma specifica correttamente che si tratta di un singolo lavoro osservazionale e non della dimostrazione di un rapporto diretto di causa ed effetto.
Il consiglio pratico è semplice: se non succede nulla, meglio alzarsi e riprovare più tardi anziché continuare a sforzarsi.
Carta igienica sì o no?
Cruciani porta quindi Drago sull’argomento che ormai considera una missione scientifica: la pulizia anale.
Racconta il proprio uso energico della carta igienica e chiede una risposta definitiva.
Drago spiega che uno sfregamento eccessivo può provocare irritazioni. Anche saponi e salviettine, se utilizzati troppo frequentemente, possono creare problemi alla zona.
L’acqua rimane quindi una soluzione particolarmente delicata, mentre la carta igienica non viene demonizzata ma va usata con criterio.
Si parla infine della scala di Bristol e delle feci galleggianti.
Drago tranquillizza Parenzo: episodi sporadici di feci che restano in superficie, legati anche alla dieta e alla quantità di fibre, non rappresentano automaticamente un segnale patologico.
Poco prima delle 54:40 si arriva perfino alla depilazione della zona anale. Drago invita alla cautela: eliminare i peli può irritare i follicoli e favorire ulteriori problemi.
Ed è esattamente qui che, per questa versione della puntata, cala il sipario.













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