The story
Tony da Cesena torna a La Zanzara partendo da Predappio. Difende il negozio Predappio Tricolore Souvenir, finito al centro delle polemiche dopo avere sponsorizzato una squadra di calcio giovanile, e se la prende con chi considera scandalosa perfino quella presenza commerciale legata alla memoria del Ventennio.
Parenzo propone provocatoriamente di cambiare nome alla città per recidere il legame simbolico con Mussolini. Tony reagisce nel modo opposto: racconta di frequentare Predappio, di andare nella cripta e di considerare perfettamente legittimo continuare a partecipare alle commemorazioni.
Il 28 ottobre e il rito del “presente”
Tony annuncia che il 28 ottobre sarà ancora una volta a Predappio e dice che durante il raduno farà il “presente”. Propone perfino una diretta dalla località, ricordando che iniziative simili sono già state seguite negli anni precedenti.
Cruciani e Parenzo lo incalzano proprio sul rapporto personale che ha con quel luogo. Ed è qui che Tony pronuncia la frase destinata a diventare il centro del blocco: dice che davanti alla tomba di Mussolini prova eccitazione sessuale e aggiunge, con una provocazione tipicamente zanzaresca, di “godere come un riccio appena nato”.
Lo studio naturalmente esplode. Cruciani traduce subito l’affermazione nella domanda più brutale possibile: Tony ha un’erezione davanti alla cripta del Duce? Tony continua a stare al gioco, mentre contrappone quella reazione alla repulsione che dice di provare guardando Parenzo. :chatgpt-content-reference{index="0"}
«Tre giorni fa mi sono commosso»
Alla domanda su quando sia stato l’ultima volta nella cripta, Tony risponde: tre giorni prima. Dice di essersi anche commosso. Non parla quindi soltanto delle ricorrenze ufficiali, ma racconta di andarci anche fuori dagli anniversari.
Quando gli viene chiesto se frequenti Predappio anche in occasione delle ricorrenze legate alla Repubblica Sociale Italiana, risponde affermativamente. Di fronte all’obiezione sul rapporto con la Germania nazista, liquida la questione come un “errore di percorso”, minimizzando provocatoriamente un nodo storico che in studio gli viene immediatamente contestato. :chatgpt-content-reference{index="1"}
Operatore sociosanitario e voto a Vannacci
Il confronto cambia registro quando viene chiarito anche il lavoro di Tony. Non fa il camionista, come viene inizialmente detto in trasmissione: lui precisa di essere operatore sociosanitario.
Subito dopo parte un’altra provocazione, quando dice che vorrebbe non curare più i comunisti e scherza sull’idea di chiedere la tessera di partito. Il passaggio viene contestato in studio proprio perché legato a una professione sanitaria.
Poi arriva la domanda politica: chi voterà alle prossime elezioni?
Tony non ha dubbi: Roberto Vannacci, che indica con una probabilità del 99,9%. Lo invita inoltre ad andare personalmente a Predappio e sostiene che il generale potrebbe “scrivere la storia”. Cruciani osserva che la scelta fosse ampiamente prevedibile. :chatgpt-content-reference{index="2"}
La cripta, il corpo e le provocazioni
La conversazione torna quindi sulla cripta. Cruciani vuole capire che cosa ci sia effettivamente nella tomba e come venga conservato il corpo di Mussolini. Tony risponde soprattutto con provocazioni e insulti rivolti agli altri interlocutori, mentre Vittorio da Roma interviene in senso completamente opposto, attaccando duramente sia Tony sia il culto della memoria mussoliniana.
Da quel momento il blocco si trasforma in uno scontro continuo tra chi rivendica il diritto di frequentare la cripta e chi considera quelle commemorazioni inaccettabili. Tony difende il proprio rapporto con Predappio e respinge ogni tentativo di ridicolizzarlo, pur alimentando lui stesso il confronto con battute e dichiarazioni deliberatamente estreme.
Nel mezzo prende di mira anche alcuni giornalisti e personaggi televisivi con espressioni offensive e insinuazioni personali, che vengono contestate e in un caso immediatamente smentite durante la trasmissione. Il punto politico, però, resta sempre lo stesso: Tony non nasconde affatto la propria fascinazione per Mussolini, la propria frequentazione della cripta e il proprio sostegno a Vannacci.
Il risultato è uno dei blocchi più surreali della puntata: Predappio diventa contemporaneamente luogo della memoria, teatro di polemica politica e bersaglio di una provocazione continua, fino alla dichiarazione con cui Tony da Cesena riesce a trasformare persino una visita alla cripta del Duce in materiale da Zanzara.













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