L’articolo
Filippo Champagne torna a La Zanzara e si presenta immediatamente nel modo più riconoscibile possibile: provocazioni sulle donne, battute sessuali e nessuna intenzione di abbassare i toni. Ma dietro lo spettacolo c’è questa volta anche un racconto molto più personale. Champagne dice di avere perso circa dieci chili, di aver quasi smesso di bere nell’ultimo mese e di essersi sottoposto ad alcuni accertamenti dopo essere stato male.
«Non ci arrivo col pisello, ci arrivo col fegato»
Durante un’ecografia all’addome, racconta, il medico gli avrebbe riscontrato un fegato grasso e ingrossato. Champagne riferisce che gli sarebbe stato indicato un valore di circa 17 centimetri e trasforma immediatamente il dato medico nella battuta che dà il titolo al video: se non è riuscito ad avere una certa misura altrove, scherza, almeno può provare ad arrivarci con il fegato.
È il classico cortocircuito da Zanzara: un problema di salute raccontato seriamente per pochi secondi e subito trasformato in materiale comico. Champagne dice che nell’ultimo mese avrebbe bevuto soltanto una sera, proprio perché costretto a ridurre drasticamente l’alcol dopo gli esami. :chatgpt-content-reference{index="0"}
Dai brindisi ai casinò
Tolto l’alcol, però, resta l’altro grande vizio dichiarato da Champagne: il gioco d’azzardo. Racconta di essere in difficoltà economica rispetto al passato, di avere ancora alcuni debiti e di passare comunque molte serate nei casinò. Dice di guidare anche per centinaia di chilometri pur di entrare in quelle sale, respirare quell’atmosfera e ritrovare tavoli, carte e macchinette.
Il contrasto con il passato è netto. Champagne ricorda i tempi in cui poteva presentarsi con decine di migliaia di euro, mentre oggi parla perfino di poche centinaia di euro come di una cifra minima rispetto alle sue vecchie abitudini. Non nasconde però la fascinazione: descrive il casinò come un luogo dove perde la percezione del tempo e dove continua a sentirsi completamente assorbito dal gioco. :chatgpt-content-reference{index="1"}
Racconta anche una vincita recente di circa 20.000 euro. Dopo essere tornato a casa, dice di avere passato ore a contare ripetutamente il denaro, consapevole che probabilmente sarebbe durato poco. E infatti la sua ricostruzione è quasi una confessione: sistema qualche debito, poi torna a giocare e perde nuovamente una parte consistente della vincita.
Champagne lo dice apertamente: quel momento in cui conta i soldi è quello in cui riesce davvero a goderseli, perché sa che il giorno successivo potrebbero già non esserci più. Si definisce lui stesso un gambler e descrive senza romanticizzarlo il meccanismo della ricaduta nel gioco. :chatgpt-content-reference{index="2"}
«La vita senza sballo è una noia»
La rinuncia all’alcol gli pesa. Champagne dice che una vita senza bere e senza “sballo” gli sembra noiosa e racconta di avere bisogno di quelle sensazioni per divertirsi. Nega invece l’uso di droghe, e Cruciani interviene sostenendo di conoscerlo da anni e di non averlo mai visto interessato alle sostanze.
È uno dei momenti più rivelatori del blocco: mentre i conduttori scherzano, Champagne descrive in maniera molto diretta un rapporto problematico con alcol e gioco, due elementi che lui stesso presenta come centrali nel proprio modo di vivere il divertimento. :chatgpt-content-reference{index="3"}
Rozzano, ronde e giustizia fai da te
Dalla vita privata si passa alla sicurezza. Champagne racconta di avere visto i video delle ronde di Rozzano e di essersi entusiasmato. Dice di frequentare la zona anche per una sala da gioco e sostiene apertamente quelle iniziative, arrivando a immaginare ronde armate e interventi molto duri contro chi viene considerato delinquente o spacciatore.
Cruciani prova a obiettare che una ronda privata non può sapere automaticamente chi sia colpevole e chi no. Champagne replica che, secondo lui, in un quartiere le persone sanno perfettamente chi delinque e arriva a giustificare l’uso della violenza contro chi “fa il fenomeno”. Sono posizioni espresse da Champagne e contestate in studio, che Parenzo utilizza per criticare il modello della giustizia privata. :chatgpt-content-reference{index="4"}
Salvini no, Vannacci sì
Il finale si sposta direttamente sulla politica. Champagne parla della Lega, dice di non sopportare Matteo Salvini e sostiene che il segretario dovrebbe lasciare il proprio ruolo perché, a suo giudizio, non avrebbe ottenuto i risultati promessi. Quando gli viene chiesto di scegliere tra Salvini e il fratello, risponde di stare dalla parte del fratello, pur raccontando di avere con lui rapporti personali molto distanti.
Su Roberto Vannacci, invece, non ha esitazioni. Alla domanda se oggi lo voterebbe risponde ripetutamente di sì. Parenzo lo definisce ironicamente l’elettore perfetto del generale, mentre Champagne rivendica fino alla fine la propria posizione.
Il ritorno di Filippo Champagne è quindi un concentrato quasi perfetto del personaggio: problemi al fegato trasformati in battuta, confessioni sul gioco, nostalgia per l’alcol, entusiasmo per le ronde e sostegno politico a Vannacci. Tutto detto nello stesso modo in cui Champagne affronta qualunque argomento: senza filtri, senza mezze misure e con il confine tra provocazione e confessione continuamente spostato.













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