Recap

La puntata del 29 settembre 2026 si apre ancora una volta nel segno della legittima difesa. Giuseppe Cruciani riprende quanto discusso nei giorni precedenti e fa un annuncio: insieme a Mario Giordano vuole provare a trasformare la provocazione della cosiddetta “legge Giordano-Cruciani” in una proposta da sottoporre a parlamentari disponibili a sostenerla.

La formulazione pronunciata in radio è volutamente estrema: chi entra senza autorizzazione in un’abitazione, in un negozio, in un ufficio o comunque nella proprietà altrui per commettere un reato dovrebbe, nella visione di Cruciani, perdere le tutele che limitano la reazione della vittima. Il conduttore chiarisce che un eventuale testo legislativo dovrebbe naturalmente essere scritto in termini giuridici diversi, ma il principio politico che vuole sostenere è netto.

«Difendere la roba è come difendere la vita»

Cruciani porta il ragionamento ancora più avanti. Rifiuta la distinzione tra difesa della persona e difesa dei beni, sostenendo che ciò che una persona possiede rappresenta spesso anni di lavoro e sacrifici e che, proprio per questo, proteggere i propri beni significa anche proteggere una parte della propria vita.

Il dibattito richiama inevitabilmente i casi di Mario Roggero e delle altre vicende di cronaca discusse nelle puntate precedenti. Cruciani insiste sulla paura e sulla perdita di lucidità di chi subisce una rapina, mentre Parenzo continua a contestare l’idea che l’ingresso illegale in una proprietà possa trasformarsi automaticamente in una licenza illimitata di reagire.

Diversi ascoltatori intervengono sulla questione. Alcuni sostengono apertamente la linea di Cruciani e chiedono una normativa più favorevole a chi si difende; altri pongono dei limiti, contestando in particolare l’idea che ogni comportamento successivo a una rapina debba essere considerato automaticamente giustificabile.

I 90 anni di Silvio Berlusconi

Il 29 settembre sarebbe stato anche il novantesimo compleanno di Silvio Berlusconi, e Cruciani gli dedica un lungo passaggio. Lo definisce una figura ancora capace di dividere profondamente l’Italia e rivendica la propria simpatia per il personaggio, pur riconoscendo che molte promesse liberali sul fisco, sulla burocrazia e sul rapporto tra cittadino e Stato non furono realizzate.

Torna inevitabilmente anche la polemica sull’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa. Parenzo e altri interlocutori ricordano la condanna definitiva per frode fiscale; Cruciani considera invece questa obiezione insufficiente per cancellare il peso politico e sociale avuto da Berlusconi nella storia italiana recente.

Il confronto si sposta anche su Marco Travaglio, accusato da Cruciani di continuare ad accanirsi su Berlusconi anche dopo la morte, mentre in studio si discute della necessità o meno di una rivalutazione storica del fondatore del centrodestra italiano.

Russia e NATO: Parenzo vuole una risposta più dura

Altro fronte incandescente è quello tra Russia e NATO. Parenzo sostiene una linea molto dura nei confronti di Mosca e arriva a ipotizzare voli militari NATO come dimostrazione di forza e attacchi contro postazioni russe nel Donbass.

Cruciani reagisce accusandolo di voler trascinare tutti verso una guerra diretta con la Russia. La discussione diventa una delle classiche inversioni della Zanzara: Parenzo, solitamente dipinto come moderato, viene rappresentato come quello disposto ad alzare drasticamente il livello dello scontro militare.

Anche gli ascoltatori intervengono, compresi sostenitori di Vannacci che contestano l’ipotesi di un coinvolgimento diretto contro Mosca.

Vanna Marchi e Stefania Nobile in Campidoglio

La puntata affronta poi il premio ricevuto da Vanna Marchi e Stefania Nobile durante un evento organizzato in una sala del Campidoglio.

Cruciani difende il loro diritto a partecipare: hanno scontato le proprie pene, sono persone libere e, se un’associazione privata le invita a ricevere un riconoscimento per i loro libri, non vede perché dovrebbero essere bandite da un edificio pubblico.

Parenzo distingue invece tra il diritto a entrare in Campidoglio e l’opportunità simbolica di premiarle proprio lì. Secondo lui la vicenda resta quantomeno paradossale, considerata la storia giudiziaria delle due donne.

Il confronto produce anche la consueta deriva zanzaresca, con proposte ironiche di premi alternativi e ascoltatori che si dividono tra chi considera la vicenda scandalosa e chi ritiene assurdo continuare a punirle simbolicamente dopo la pena già scontata.

Cittadinanza e lingua italiana

Verso la fine della parte mantenuta torna il caso del sindaco di Cadoneghe Marco Schiesaro e della donna di origine marocchina il cui iter per la cittadinanza era stato sospeso dopo le difficoltà mostrate con la lingua italiana.

Cruciani ribadisce la propria posizione: conoscere l’italiano è un requisito essenziale e sospendere il procedimento non significa espellere qualcuno dal Paese o privarlo dei diritti fondamentali.

Parenzo contesta invece che una verifica di quel tipo possa diventare l’elemento decisivo e il discorso scivola rapidamente nella provocazione: quanti italiani, compresi molti ascoltatori della Zanzara, supererebbero davvero un esame serio di lingua e cultura?

Da qui nasce persino l’idea di trasformare Predappio nella “città degli apolidi”, luogo immaginario in cui spedire gli italiani incapaci di parlare correttamente la propria lingua.

La famiglia nel bosco e lo scontro generazionale

Prima dello stop si torna anche sulla cosiddetta famiglia nel bosco. Cruciani racconta il recente incontro tra i figli e i genitori dopo mesi di separazione e attacca duramente le istituzioni per avere consentito, secondo quanto riferito in trasmissione, soltanto un incontro limitato nel tempo.

Un ascoltatore, Vittorio da Roma, prende invece posizione contro i genitori e da lì parte un altro scontro: fascismo, Vannacci, anziani e diritto di voto. Vittorio arriva provocatoriamente a sostenere che gli ultrasessantacinquenni non dovrebbero più votare, perché sarebbero loro a decidere il futuro delle generazioni più giovani.

È l’ultima fiammata dell’editoriale. A 44:42 la parte considerata della puntata termina, prima dell’ingresso di Clizia De Rossi e di tutti i blocchi successivi.