L’articolo

Donatella Zaccagnini Romito torna a La Zanzara presentandosi senza alcuna intenzione di separare le diverse parti della propria identità: escort, ingegnere, donna plurilaureata e ormai apertamente di destra. Sul tavolo porta anche un piccolo sex toy, regalo ricevuto da un cliente e diventato immediatamente il centro dello scontro in studio.

Zaccagnini Romito rivendica il proprio lavoro senza imbarazzo e contesta l’idea che una prostituta non possa essere contemporaneamente una professionista istruita, una contribuente e una persona con convinzioni politiche precise.

Il sex toy che «ha fatto guadagnare 10.000 euro»

L’oggetto portato in studio, racconta, le sarebbe stato regalato da uno dei tanti clienti che le fanno doni. Cita orologi, bracciali e collane di grande valore, poi passa al piccolo dispositivo che dice di utilizzare anche durante alcuni incontri professionali.

Secondo il suo racconto, quell’oggetto le avrebbe fatto guadagnare circa 10.000 euro. Le tariffe, spiega, cambiano a seconda delle richieste e delle prestazioni.

Il racconto scatena immediatamente la discussione sulla prostituzione. Zaccagnini Romito non accetta l’idea che un uomo che paga per una determinata esperienza debba essere giudicato moralmente: se è adulto, consenziente e utilizza i propri soldi, sostiene, deve essere libero di divertirsi come preferisce.

Alle contestazioni sulle mogli e sulle compagne dei clienti risponde con la consueta provocazione: gli uomini passano qualche ora con lei e poi vengono “rispediti a casa”.

«Sono una scienziata, sono un ingegnere»

Quando il confronto scivola sull’immagine della prostituta come persona priva di cultura o preparazione, Donatella reagisce rivendicando il proprio curriculum.

Dice di essere ingegnere, di avere collaborato a progetti tecnici legati alla gestione dei carichi elettrici negli edifici e di possedere più titoli di studio. Per lei non esiste alcuna incompatibilità tra formazione accademica e lavoro sessuale.

È in questo momento che arriva l’autodefinizione destinata a diventare il titolo dell’intervento: «Mi chiamano l’ingegnere del c*zzo».

La battuta nasce proprio dalla sovrapposizione tra professione e sessualità. Zaccagnini Romito dice di studiare e conoscere molto bene il funzionamento del corpo maschile e trasforma così la propria formazione tecnica nell’ennesima provocazione radiofonica.

«Col mio corpo faccio quello che voglio»

Il cuore del suo discorso riguarda però la libertà personale. Donatella si definisce femminista, ma interpreta il femminismo soprattutto come diritto della donna a decidere autonomamente del proprio corpo.

«Io sono mia», sintetizza. Se una donna vuole vendere prestazioni sessuali, sostiene, deve essere libera di farlo; allo stesso modo, un rifiuto deve essere sempre rispettato.

Da qui la sua posizione sulla prostituzione: non abolizione, ma regolamentazione legale e fiscale. Sottolinea che il settore sta ottenendo strumenti per emergere fiscalmente e rivendica apertamente il pagamento delle imposte.

La dichiarazione dei redditi portata a Radio 24

Per dimostrarlo, Zaccagnini Romito arriva in studio con documentazione fiscale. Mostra a Cruciani la propria dichiarazione e cita quanto sostiene di versare per le proprietà immobiliari.

La discussione diventa immediatamente politica. Secondo Donatella, il contributo economico al Paese dovrebbe essere uno degli elementi considerati quando si parla di appartenenza e cittadinanza.

La sua formula è netta: «La cittadinanza italiana deve essere un premio».

Rivendica di avere studiato latino, greco e cultura classica e sostiene che il passaporto italiano non dovrebbe essere concesso con troppa facilità. È una posizione che provoca lo scontro con la sua interlocutrice, favorevole invece alla cittadinanza per una donna musulmana finita al centro di una precedente polemica.

Blocco degli ingressi e rimigrazione

Cruciani le chiede allora di chiarire fino in fondo la propria posizione sull’immigrazione.

Zaccagnini Romito si dichiara favorevole a un blocco degli ingressi irregolari, sia via mare sia via terra, e alla rimigrazione di persone senza lavoro, irregolari o responsabili di reati. Parla di una percezione di insicurezza a Roma e racconta di non sentirsi più tranquilla a utilizzare in strada gioielli e oggetti di valore.

Sono valutazioni personali che utilizza per motivare il proprio spostamento politico verso destra.

Alla domanda sul voto risponde che oggi sceglierebbe la destra e chiunque ritenga capace di garantire maggiore sicurezza, citando Meloni, Salvini e Vannacci. Sul generale, poi, non rinuncia nemmeno alla provocazione sessuale, definendolo un bell’uomo e immaginando improbabili combinazioni con altri leader.

Escort e di destra

Il corto circuito finale è esattamente quello che interessa a Cruciani: una escort può essere di destra?

Per Donatella la domanda non dovrebbe nemmeno esistere. Il mestiere che svolge non determina automaticamente le sue opinioni su immigrazione, sicurezza, tasse o cittadinanza. Respinge quindi l’idea di doversi collocare politicamente in un certo modo soltanto perché vende prestazioni sessuali.

L’intervento diventa così un impasto perfettamente zanzaroso di sesso, denaro e politica: un sex toy sul tavolo, una dichiarazione dei redditi mostrata in diretta e, pochi minuti dopo, blocco degli ingressi e rimigrazione.

Donatella Zaccagnini Romito tiene tutto insieme con una definizione che vale più di qualsiasi curriculum: escort, ingegnere e, come racconta lei stessa, “l’ingegnere del c*zzo”.