Il riepilogo

La puntata del 15 settembre coincide con i 60 anni di Giuseppe Cruciani, ma il compleanno non rende l’apertura particolarmente pacifica.

Si parte da sicurezza, immigrazione, Mario Roggero, Roberto Vannacci e dalle polemiche sull’ingresso di migranti a Ceuta. Poi il confronto esplode con Samantha Scherzi e Karima Moual, prosegue con Simone Carabella e si chiude con il ritorno di Massimiliano Minnocci, Er Brasiliano.

Il bengalese torna in carcere

Cruciani apre tornando sull’uomo bengalese accusato di molestie a Torino.

Dopo aver criticato duramente la sua precedente scarcerazione, accoglie con soddisfazione la notizia del ritorno in carcere e attribuisce almeno in parte il cambio di situazione alla pressione dell’opinione pubblica.

Ma per lui non basta.

Sottolinea che l’uomo dispone di un permesso di soggiorno e sostiene che, dopo aver scontato le conseguenze penali, dovrebbe essere rimpatriato in Bangladesh.

Parenzo contesta soprattutto l’uso politico della nazionalità negli episodi di cronaca e continua a sostenere che l’attenzione principale debba rimanere sul reato commesso.

Vannacci e la «barriera fisica»

Cruciani riprende poi alcune dichiarazioni di Roberto Vannacci sull’immigrazione.

Il generale parla degli ingressi a Ceuta come di una sorta di invasione e sostiene la necessità di finanziare barriere fisiche alle frontiere europee.

Cruciani dice di condividere l’idea di una barriera contro l’immigrazione clandestina e sostiene che una parte dell’elettorato di centrodestra sia molto più vicina alle posizioni di Vannacci di quanto alcuni dirigenti vogliano ammettere.

Parenzo considera invece quella lettura profondamente sbagliata e definisce Vannacci una sciagura politica.

La discussione coinvolge anche Silvio Leoni, giovane esponente di Forza Italia molto critico verso il generale, in particolare sulle posizioni relative al femminicidio e ai diritti.

Cruciani lo invita apertamente in trasmissione per un confronto.

Samantha Scherzi: bandiera italiana e remigrazione

A 32:15 entra Samantha Scherzi, vestita con una bandiera italiana.

Si presenta come imprenditrice e trader e ribadisce le proprie posizioni favorevoli alla remigrazione.

Per Scherzi dovrebbero essere allontanati gli stranieri che delinquono, gli irregolari e anche coloro che, a suo giudizio, non si integrano nella cultura italiana.

Arriva a proporre una sorta di verifica dell’integrazione prima di concedere la cittadinanza, sostenendo che il passaporto italiano debba essere “guadagnato”.

Poi entra Karima Moual.

Karima Moual contro Samantha Scherzi

Moual parte all’attacco già dall’abbigliamento patriottico di Samantha.

Considera ridicolo dover indossare una bandiera per dimostrare la propria italianità e ricorda di sentirsi contemporaneamente marocchina e italiana.

Sul tema dei rimpatri, però, chiarisce una distinzione importante: non contesta l’espulsione di stranieri che delinquono quando prevista dalla legge.

Quello che respinge è l’idea di una “remigrazione” generalizzata trasformata in progetto identitario.

Lo scontro si accende quando Samantha parla di un’Italia in decadenza e Karima ribatte che il problema non sono le persone integrate, ma chi costruisce campagne politiche sull’identità e sulla paura.

Samantha sostiene inoltre che dietro alcune trasformazioni culturali dell’Occidente vi sarebbe un’agenda promossa dai “sionisti”, tesi che provoca ulteriori reazioni nello studio.

AfD e le parole su Hitler

Cruciani chiede poi a Samantha se sia favorevole ad AfD.

Lei risponde difendendo il principio di mettere la propria patria al primo posto e rifiuta automaticamente l’equazione tra nazionalismo e nazismo.

Il momento più pesante arriva quando viene interrogata su Hitler.

Samantha afferma che, pur tra le atrocità compiute, avrebbe fatto anche “cose buone”.

Karima reagisce duramente e le contesta persino l’uso della bandiera italiana dopo una frase del genere.

Il confronto finisce tra urla, accuse reciproche e musica della regia.

Simone Carabella contro Karima Moual

A 52:00 entra Simone Carabella.

Il tema è il provvedimento che gli impedisce temporaneamente di entrare a Venezia e, più in generale, le sue provocazioni contro ambienti musulmani.

Karima considera positivo il Daspo e accusa Carabella di costruire deliberatamente contenuti provocatori attorno all’Islam.

Carabella ribatte che non è stato condannato penalmente e definisce il provvedimento preventivo.

Si torna così all’episodio del parco, alla preghiera musulmana, ai tappeti stesi a terra, al panino con la mortadella e all’inno italiano utilizzati nelle sue iniziative.

«Perché devi passare sopra il tappeto?»

Karima sostiene che andare deliberatamente a disturbare persone che stanno pregando non sia una battaglia per la sicurezza ma una provocazione.

Carabella rivendica invece il diritto di utilizzare liberamente gli spazi pubblici e sostiene di non dover modificare il proprio comportamento perché altre persone stanno pregando in un parco.

Quando Cruciani gli chiede perché dovrebbe passare proprio sopra un tappeto utilizzato per la preghiera, Carabella trasforma il tema in una questione di reciprocità e integrazione.

Il confronto si allarga così a moschee, feste islamiche, carne halal nelle scuole, crocifissi e rapporto tra cultura italiana e comunità musulmane.

Karima lo accusa di trasformare ogni differenza culturale in una minaccia.

Carabella sostiene invece che la cultura italiana debba restare dominante e che l’integrazione non possa significare adattare progressivamente le tradizioni italiane alle richieste delle comunità islamiche.

Il ritorno di Er Brasiliano

A 1:15:45 cambia completamente il mondo.

Torna Massimiliano Minnocci, Er Brasiliano.

L’ingresso è immediatamente all’altezza del personaggio: si parla di sputi, sesso e della sua preferenza per quelle che definisce “batterie”, cioè rapporti in cui più uomini partecipano insieme con la sua compagna.

Minnocci spiega che la componente mentale di queste situazioni è ormai fondamentale per la propria eccitazione e che una partner dovrebbe accettare questo tipo di sessualità.

Parenzo ironizza sostenendo che abbia bisogno di altri uomini perché da solo non sarebbe sufficiente.

Anche Er Brasiliano entra nella saga del deretano

Naturalmente non può mancare la domanda ormai rituale della settimana:

come si pulisce dopo essere andato in bagno?

Minnocci dice di non usare più normalmente la carta igienica e racconta di passare direttamente al bidet, aggiungendo dettagli che trasformano anche l’igiene personale in un discorso sessuale.

La trasmissione torna così ancora una volta sull’infinita saga di doccini, acqua, carta igienica e pulizia anale che accompagna le ultime puntate.

La famiglia, lo spaccio e «i valori» del padre

Il discorso prende poi una piega completamente diversa quando Minnocci comincia a raccontare il passato della propria famiglia nello spaccio di cocaina.

Ricorda il padre e sostiene che, pur vivendo di attività criminali, imponesse una regola: niente droga ai minorenni.

Er Brasiliano presenta provocatoriamente questa regola come prova del fatto che suo padre avesse comunque dei “valori”.

Cruciani gli fa notare l’evidente contraddizione: il padre rimaneva uno spacciatore, indipendentemente dai limiti che decideva di imporsi.

Minnocci continua però a raccontare quel mondo con il suo consueto miscuglio di nostalgia, provocazione e comicità.

Er Brasiliano perde venti chili

Nel finale arriva anche il nuovo aspetto fisico.

Minnocci racconta di aver perso circa 20 chili e attribuisce il dimagrimento a un trattamento con iniezioni per la perdita di peso.

Respinge invece l’idea che il calo sia dovuto alla cocaina e sostiene di non farne uso da tempo.

Tra sesso, vecchie storie criminali, diete, politica che non conosce e battute completamente fuori controllo, Er Brasiliano chiude una puntata che era partita da Vannacci e immigrazione ed è finita, inevitabilmente, in un universo completamente diverso.

Nel mezzo, la vera battaglia della serata resta quella sull’identità: chi può definirsi italiano, cosa significa integrarsi e fino a che punto la difesa della propria cultura può trasformarsi in ostilità verso quella degli altri?