Il riepilogo

La puntata del 9 settembre parte da una lunga serie di editoriali nei quali Giuseppe Cruciani e David Parenzo tornano sui temi che hanno già dominato l’inizio della nuova stagione: immigrazione, sicurezza, Roberto Vannacci, destra tedesca, antisemitismo e libertà di espressione.

Cruciani insiste sul caso dell’uomo bengalese accusato di molestie a Torino e contesta duramente la decisione di non mantenerlo in carcere. Il confronto con Parenzo riguarda soprattutto il peso da attribuire alla nazionalità dell’accusato: per Cruciani può essere un elemento rilevante nel dibattito sull’immigrazione e sulla criminalità, mentre Parenzo sostiene che il punto centrale debba restare il reato commesso dal singolo.

AfD, Vannacci e il ritorno della destra radicale

Un altro tema ricorrente è Alternative für Deutschland.

Cruciani contesta il modo in cui viene descritta la crescita elettorale del partito tedesco e sostiene che la risposta alle forze considerate radicali debba avvenire sul terreno politico, non attraverso cordoni sanitari o tentativi di esclusione.

Il discorso si collega inevitabilmente a Roberto Vannacci. Parenzo torna sui dubbi relativi alla diffusione del libro Il mondo al contrario e chiede maggiore trasparenza sui dati di vendita, mentre Cruciani considera queste ricostruzioni parte di una campagna costruita intorno ai presunti rapporti del generale con la Russia.

Nello stesso blocco emerge anche una polemica su un coro anti-israeliano cantato durante una manifestazione. Parenzo lo interpreta come una dimostrazione della diffusione dell’antisemitismo; Cruciani tende inizialmente a trattarlo come una provocazione grottesca, prima che il confronto torni sulla distinzione tra critica a Israele e ostilità verso gli ebrei.

Francesca Bubba contro Emanuele Ajello

Il primo grande confronto della puntata mette di fronte Francesca Bubba ed Emanuele Ajello, esponente di Futuro Nazionale.

Il punto di partenza è ancora una volta la discussione su Sfera Ebbasta e sulle ragazze utilizzate come parte della scenografia promozionale.

Bubba considera quell’immagine espressione di una cultura sessista e sostiene che esista una continuità culturale tra rappresentazione della donna, misoginia e forme più gravi di violenza.

Cruciani e Ajello respingono questa lettura. Per loro le ragazze hanno accettato liberamente un lavoro retribuito e non possono essere automaticamente considerate vittime.

Bubba replica introducendo il concetto di violenza economica: una scelta formalmente libera, sostiene, può essere condizionata dalla necessità economica e dalle dinamiche del mercato del lavoro.

Aborto e diritti: lo scontro esplode

Il confronto diventa ancora più duro quando Cruciani sottopone Ajello a una sorta di test sulle posizioni di Futuro Nazionale.

Sul tema dell’aborto, Ajello afferma che una donna dovrebbe essere obbligata ad ascoltare il battito prima dell’interruzione di gravidanza e sostiene che lo Stato non dovrebbe garantire automaticamente l’accesso all’aborto in assenza di determinate condizioni.

Arriva inoltre a ipotizzare che, quando non esistano motivazioni che considera sufficientemente gravi, lo Stato non debba intervenire.

Bubba reagisce duramente, soprattutto quando il discorso tocca il rischio di ritorno a pratiche clandestine. Considera quelle affermazioni pericolose per la salute e l’autodeterminazione delle donne.

Il confronto prosegue sulla presenza di persone gay e transessuali in televisione. Ajello distingue tra presenza individuale e quella che considera promozione culturale di determinati modelli, mentre Bubba respinge completamente questa impostazione.

Petar Duper e le segnalazioni all’Ordine degli Psicologi

Più avanti torna Petar Duper, convocato per parlare delle conseguenze professionali delle sue apparizioni pubbliche.

Duper racconta di essere finito al centro di oltre quattromila segnalazioni all’Ordine degli Psicologi dopo alcune dichiarazioni pronunciate nei podcast e a La Zanzara.

Tra le frasi contestate ci sono affermazioni provocatorie sulle donne, sui rapporti tra i sessi e sull’omosessualità.

Duper difende la propria posizione distinguendo nettamente tra Petar psicologo e Petar personaggio pubblico. Sostiene di utilizzare deliberatamente un linguaggio estremo per combattere il politicamente corretto e rivendica il diritto di esprimere opinioni provocatorie quando non sta esercitando la professione.

Francesca Bubba contesta proprio questa separazione. Secondo lei uno psicologo resta riconoscibile pubblicamente come tale anche fuori dallo studio e determinate affermazioni possono compromettere il rapporto di fiducia con eventuali pazienti.

Il confronto diventa così una discussione più ampia sui confini tra libertà di espressione e responsabilità professionale.

Alex il Coglionazzo incontra Matteo Bassetti

Nel finale arriva uno degli accoppiamenti più improbabili della puntata: Alex il Coglionazzo e l’infettivologo Matteo Bassetti.

Alex racconta nuovamente la propria vita nel mondo BDSM, definendosi uno “slave” e spiegando di destinare una parte consistente del proprio stipendio alle padrone.

Il tema, però, questa volta è sanitario.

Alex racconta di praticare il feticismo dei piedi e di leccare anche piedi sporchi, sudati e, in alcune occasioni, perfino le suole delle scarpe.

Bassetti viene quindi chiamato a spiegare quali rischi possano derivare da queste pratiche. L’infettivologo osserva che superfici sporche possono ospitare batteri, virus e altri microrganismi e invita a evitare comportamenti che aumentino inutilmente l’esposizione.

La conversazione passa inevitabilmente anche al sesso orale. Bassetti ricorda che alcune infezioni sessualmente trasmissibili possono essere trasmesse anche attraverso rapporti orali e che il rischio dipende soprattutto dalla presenza di infezioni nel partner.

Il medico finisce infine coinvolto perfino nella discussione iniziata due giorni prima sull’igiene dopo essere andati in bagno. A differenza del proctologo Francesco Caruso, Bassetti non demonizza completamente la carta igienica: raccomanda di utilizzarla senza sfregare eccessivamente, completando poi la pulizia con acqua.

La raccomandazione sulla quale insiste maggiormente è però un’altra: lavarsi accuratamente le mani dopo essere andati in bagno, correggendosi in diretta da “venti minuti” a venti secondi.

Dalla politica sanitaria all’aborto, dalla libertà di parola ai piedi sporchi, la puntata attraversa così temi completamente diversi mantenendo lo stesso meccanismo: posizioni inconciliabili, provocazioni e improvvisi passaggi dal dibattito politico alla dimensione più assurda della vita quotidiana.