The story

Eterno, alias Ferenc Venturelli, torna a La Zanzara dopo essersi fatto conoscere anche per aver bruciato una copia del Corano e per i suoi confronti nei centri sociali sul tema di Hamas.

Stavolta il confronto è con Karima Moual e parte subito dal punto più estremo: Eterno sostiene che l’Islam dovrebbe essere reso illegale in Italia.

Non dice di voler espellere automaticamente tutti i musulmani, ma propone di limitare fortemente la pratica religiosa e presenta l’Islam come un pericolo per il Paese.

«L’Islam va reso illegale»

Cruciani gli chiede di spiegare concretamente cosa significhi una proposta del genere.

Eterno sostiene che, a suo giudizio, i musulmani non riuscirebbero realmente a integrarsi e arriva a generalizzare anche sui musulmani apparentemente integrati, sostenendo che la moderazione mostrata dalle minoranze sarebbe soltanto temporanea.

Secondo la sua ricostruzione, finché i musulmani restano minoranza manterrebbero comportamenti pacifici, mentre una futura maggioranza cercherebbe di imporre la propria cultura.

È una tesi politica ed estremamente generalizzante espressa da Eterno, immediatamente contestata in studio.

Quando Cruciani gli chiede cosa farebbe concretamente con una persona musulmana che vuole pregare, Eterno risponde che dovrebbe farlo in casa propria.

Il conduttore porta il ragionamento alla conseguenza estrema e gli domanda se immaginerebbe quindi una situazione simile a quella dei cristiani costretti un tempo a praticare la propria religione privatamente.

Eterno rifiuta il paragone storico, ma continua a sostenere che la pratica islamica dovrebbe essere confinata alla dimensione privata.

Karima Moual nel mirino

Cruciani pone allora un esempio diretto: Karima Moual, italiana di origine marocchina e musulmana.

Eterno precisa che non la “rimigrerebbe” semplicemente perché musulmana. Continua però a sostenere che l’Islam, come religione, dovrebbe essere reso illegale.

La discussione si sposta quindi sull’integrazione e sulle seconde generazioni.

Per Eterno chi nasce in Italia da genitori stranieri dovrebbe dimostrare di sentirsi prima di tutto italiano. Porta come paragone gli Stati Uniti e sostiene che molti ragazzi nati in Italia da famiglie straniere non svilupperebbero la stessa identificazione nazionale.

Quando Cruciani gli chiede cosa farebbe con chi risponde di non sentirsi italiano, Eterno arriva alla conclusione più drastica: li rimanderebbe nel Paese d’origine dei genitori insieme alla famiglia.

Moual: «Questo è un radicalizzato»

A quel punto Karima Moual interviene frontalmente.

Definisce Eterno un radicalizzato, paragonando il meccanismo dell’indottrinamento alle forme di estremismo che la trasmissione ha spesso discusso parlando di jihadismo o neonazismo.

Lo accusa di essere islamofobo, razzista e di diffondere idee discriminatorie verso intere categorie di persone sulla base della religione.

Moual insiste anche sull’età di Eterno e gli dice che, invece di concentrare la propria vita su queste battaglie, dovrebbe dedicarsi ad altro: relazioni, cinema, romanzi, studio.

Per lei non si tratta più soltanto di una provocazione politica, ma di una forma di radicalizzazione ideologica che considera pericolosa.

Islamofobia come reato

Cruciani le pone allora una domanda molto precisa: l’islamofobia dovrebbe diventare un reato?

Moual risponde di sì.

Secondo lei discorsi come quelli pronunciati da Eterno contribuiscono a costruire un ambiente ostile alla convivenza civile e possono alimentare discriminazione e odio verso persone appartenenti a una religione diversa.

La posizione di Moual è quindi speculare a quella di Eterno: lui vorrebbe limitare legalmente l’Islam; lei vorrebbe rafforzare invece la tutela giuridica contro l’islamofobia.

La battaglia sul Corano

Nel finale Moual torna anche sull’episodio del Corano bruciato.

Rivendica il proprio rapporto personale con l’Islam e racconta di aver studiato il Corano anche all’università, sottolineando che ancora oggi esistono passaggi sui quali sente di dover approfondire.

Proprio per questo contesta a Eterno la pretesa di trarre conclusioni assolute su una religione complessa dopo una lettura che considera superficiale e ideologica.

Lo invita quindi a studiare di più prima di trasformare il Corano e l’Islam nel bersaglio permanente della propria attività pubblica.

Il confronto si chiude senza alcun punto d’incontro: Eterno considera l’Islam incompatibile con la società italiana; Moual considera quelle stesse idee una forma di radicalizzazione islamofoba da contrastare anche sul piano legale.