Il riepilogo
La puntata del 16 ottobre 2026 parte con Giuseppe Cruciani all’attacco delle proteste studentesche di Torino. Dopo scontri, lanci di oggetti contro la polizia e danneggiamenti nelle scuole, il conduttore invoca pene severe anche per i minorenni coinvolti e ribadisce il proprio sostegno alle forze dell’ordine.
La cronaca del furto nella casa di Massimo Gramellini riporta subito in primo piano la cosiddetta legge Cruciani-Giordano. Per Cruciani chi entra in una proprietà privata deve sapere di poter trovare una reazione durissima, con lo Stato schierato dalla parte dell’aggredito. Quando un ascoltatore porta il principio all’estremo e ipotizza torture contro un ladro, Cruciani precisa però che “perdere i diritti” è un’espressione provocatoria e non significa autorizzare sevizie.
Negli editoriali trovano spazio anche la “famiglia nel bosco”, il caro affitti, le proteste economiche e l’ennesima guerra sulla carne. Cruciani attacca una scrittrice che avrebbe definito la rinuncia alla carne un “atto politico” e torna a difendere maiale, prosciutti e tradizioni alimentari.
Jonatan da Prato: «Siamo in Italia»
A 16:20 torna Jonatan da Prato, furioso per la rimozione del maiale da alcuni menu scolastici.
Per lui la questione è identitaria: chi vive in Italia deve accettare le abitudini del Paese ospitante e non pretendere che vengano modificate per ragioni religiose. Arriva a proporre classi separate per chi vuole regole differenti e sostiene che la strada intrapresa porterebbe progressivamente verso una maggiore influenza dell’Islam.
Parenzo contesta questa logica e sostiene invece che offrire menu alternativi non tolga nulla agli altri bambini. Un alunno musulmano, vegetariano o con esigenze alimentari particolari dovrebbe semplicemente poter mangiare qualcosa di diverso.
Cruciani resta su una posizione intermedia ma molto critica verso l’eliminazione del maiale: aggiungere alternative può avere senso, cancellare un alimento “per inclusione” no.
Più avanti viene mandato in onda anche Carabella, che interpreta casi analoghi come una resa culturale all’islamismo radicale e collega il discorso ai presunti tribunali islamici e al ruolo delle donne. Parenzo liquida questa impostazione come estremismo e accusa Carabella di aver costruito attorno a queste battaglie il proprio personaggio pubblico.
Cruciani rilancia poi sulla condanna a morte di una giovane a Teheran per un contenuto giudicato blasfemo, domandando provocatoriamente dove siano in quel caso femministe e manifestanti occidentali.
Francesco Caruso e la guerra alla carta igienica
A 44:04 torna Francesco Caruso, proctologo e specialista in chirurgia dell’apparato digerente, già finito al centro delle polemiche per il linguaggio molto diretto utilizzato nei suoi contenuti social.
Caruso racconta di essere stato segnalato all’Ordine dei medici anche per avere utilizzato espressioni esplicite parlando del proprio lavoro. Cruciani trova paradossale che un proctologo venga contestato proprio perché utilizza un linguaggio popolare per parlare dell’ano.
Poi si torna alla grande inchiesta della Zanzara: carta igienica sì o no?
Caruso mantiene la propria posizione. Secondo quanto spiega in trasmissione, nelle persone senza particolari problemi sarebbe preferibile lavarsi direttamente piuttosto che sfregare ripetutamente con la carta, perché un uso aggressivo può irritare la zona e provocare microlesioni.
Introduce anche il tema del soiling, cioè la perdita di residui fecali dopo l’evacuazione, e sostiene che in alcuni pazienti un’igiene più approfondita possa essere utile. Le sue indicazioni vengono presentate come opinioni professionali espresse durante il confronto, nel quale gli stessi conduttori ricordano che altri specialisti sentiti in precedenza avevano dato indicazioni differenti.
Cruciani viene visitato
Dopo settimane di discussioni teoriche, arriva la prova pratica.
Caruso visita Giuseppe Cruciani in un ambiente separato e al ritorno riferisce di aver riscontrato una lieve irritazione, gli esiti di vecchie fistole perianali e una piccola ragade anale, che collega verosimilmente allo sfregamento vigoroso con la carta igienica.
Cruciani, che fino a quel momento aveva raccontato con orgoglio le proprie abitudini, si preoccupa immediatamente. Caruso lo tranquillizza e spiega che si tratta di una piccola fissurazione da gestire con corretta evacuazione e igiene.
Il medico mostra poi anoscopio e rettoscopio, spiegandone funzionamento e profondità di utilizzo, mentre la trasmissione trasforma la dimostrazione in materiale inevitabilmente surreale.
Caruso conferma inoltre che sollevare le ginocchia sopra il livello delle anche, assumendo una posizione più vicina a quella accovacciata, può favorire l’evacuazione.
Flavia Restivo contro Vannacci e il “mammo”
A 1:07:45 entra Flavia Restivo, presentata come politologa e voce femminista. Lo scontro con Cruciani e Parenzo parte quasi immediatamente.
Restivo critica alcune dichiarazioni di Roberto Vannacci sulle donne e, in particolare, la battuta sulla preferenza per le donne “senza gonna”. Per lei non è una semplice battuta: pronunciata da un politico, contribuisce a una rappresentazione della donna ridotta al corpo e all’oggetto del desiderio.
Cruciani difende invece il diritto di Vannacci a esprimersi e sposta il confronto sull’aborto. Restivo sostiene che sul corpo delle donne la decisione debba spettare prioritariamente alle donne; Cruciani replica che anche un uomo può avere una posizione politica contraria all’aborto e che tale opinione non può essere considerata illegittima.
La discussione continua sulla parola “mammo”, utilizzata da Caterina Balivo parlando di un padre molto presente con i figli. Restivo la considera un termine culturalmente sbagliato perché suggerirebbe che la cura dei bambini appartenga normalmente alla madre e che un padre impegnato rappresenti un’eccezione. Cruciani la considera invece una semplice espressione colloquiale.
Catcalling, sindaca e Gaza
Il confronto si sposta quindi sul catcalling. Per Restivo commenti sessuali rivolti per strada a una donna possono essere vere molestie verbali e dovrebbero ricevere una risposta normativa. Cruciani considera eccessiva l’idea di trasformare ogni apprezzamento sgradito in materia da tribunale.
Altro scontro sul linguaggio: Restivo difende forme come sindaca e la declinazione femminile delle professioni, richiamando l’uso riconosciuto dai dizionari. Cruciani rivendica invece il diritto di continuare a utilizzare il maschile tradizionale senza essere considerato discriminatorio.
Si parla anche di quote rosa ed educazione affettiva nelle scuole, ma il dibattito viene continuamente risucchiato da Gaza. Restivo definisce genocidio ciò che sta avvenendo e critica duramente Israele; Parenzo respinge la definizione e la accusa di applicare schemi ideologici anche quando si parla di diritti LGBT e “rainbow washing”.
La puntata si chiude senza alcuna sintesi possibile: sicurezza, Islam, igiene intestinale, femminismo, linguaggio e Gaza. Il consueto venerdì tranquillo della Zanzara.













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