L’articolo
Matteo Bassetti arriva a La Zanzara e trova immediatamente sul tavolo uno dei temi che più hanno diviso il Paese durante e dopo la pandemia: il reintegro dei medici definiti no-vax. L’infettivologo non usa mezze misure e considera la scelta politica un grave errore.
Poco dopo entra Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, che sostiene la posizione opposta: per lui consentire a quei professionisti di riprendere la propria attività significa porre fine a un’ingiustizia.
Da quel momento il confronto diventa uno scontro frontale su scienza, vaccini, libertà professionale e presunti effetti avversi.
Bassetti: «Sono medici disertori»
Bassetti definisce il reintegro uno dei punti più bassi raggiunti dal governo sul terreno scientifico negli ultimi anni.
Secondo la sua posizione, chi durante la pandemia non avrebbe seguito vaccinazioni, protocolli ed evidenze disponibili non dovrebbe essere considerato semplicemente un medico con un’opinione differente.
Utilizza una metafora militare: se a un soldato vengono affidate determinate armi e lui rifiuta di utilizzarle, diventa un disertore. Allo stesso modo, sostiene Bassetti, alcuni di quei professionisti sarebbero stati “medici disertori”.
Per l’infettivologo il problema non riguarda soltanto la vaccinazione personale, ma anche il rapporto con i pazienti e con le indicazioni della medicina basata sulle evidenze.
«Uno sputo in faccia a chi ha seguito le regole»
Bassetti interpreta il provvedimento anche in termini politici.
Sostiene che il governo abbia cercato di intercettare una piccola parte dell’elettorato contrario alle politiche vaccinali e definisce il reintegro uno “sputo in faccia” a medici, infermieri e operatori sanitari che durante il Covid hanno lavorato seguendo protocolli e indicazioni ufficiali.
Cruciani prova a spostare il discorso sul diritto al lavoro: alcuni di quei medici, osserva, avevano esercitato per molti anni prima di assumere posizioni contrarie alla vaccinazione.
Bassetti non cambia idea. Essere stati buoni professionisti in passato, nella sua impostazione, non sarebbe sufficiente se successivamente si rifiutano principi scientifici che considera fondamentali per l’esercizio della professione.
Corbelli: «È un atto di giustizia»
A Franco Corbelli bastano pochi secondi per rovesciare completamente il ragionamento.
Per lui il via libera al reintegro rappresenta invece un “atto di giustizia”. Contesta anche l’utilizzo generalizzato dell’etichetta “no-vax” e sostiene che quei medici siano stati vittime di un provvedimento ingiusto.
Corbelli parla inoltre delle persone che ritiene danneggiate dalla vaccinazione e afferma di chiedere da anni attenzione istituzionale e una commissione che affronti il problema.
È su questo punto che il confronto con Bassetti diventa violentissimo.
Lo scontro sui presunti danni da vaccino
Corbelli sostiene che continuino a verificarsi decessi improvvisi e problemi che, nella sua interpretazione, dovrebbero essere approfonditi rispetto a una possibile relazione con i vaccini.
Si tratta di affermazioni di Corbelli, contestate immediatamente da Bassetti.
L’infettivologo gli risponde che Corbelli non è un medico e sostiene che fenomeni di quelle dimensioni sarebbero immediatamente visibili a chi lavora quotidianamente nella sanità.
Bassetti richiama inoltre uno studio condotto, secondo quanto afferma in trasmissione, su circa 30 milioni di persone, che a suo dire mostrerebbe risultati opposti: chi ha ricevuto il vaccino contro il Covid avrebbe avuto una maggiore sopravvivenza non soltanto rispetto alla malattia, ma complessivamente.
Nel corso dell’intervento non vengono però esposti in dettaglio titolo, metodologia o dati dello studio, quindi il riferimento resta quello fornito oralmente da Bassetti.
«Se fosse una tragedia quotidiana, la vedremmo»
Corbelli insiste sul tema dei danneggiati e descrive il problema come una realtà quotidiana che le istituzioni dovrebbero riconoscere.
Bassetti replica con l’argomento opposto: se esistesse davvero un fenomeno diffuso nelle proporzioni descritte dall’interlocutore, sostiene, sarebbe osservato regolarmente dai medici e dalle strutture sanitarie.
Per lui questioni di questo tipo devono essere discusse nelle sedi scientifiche appropriate, attraverso studi e dati verificabili, non semplicemente attraverso correlazioni tra vaccinazione e avvenimenti successivi.
Il confronto finisce sommerso dagli insulti reciproci, ma le due posizioni restano perfettamente distinguibili.
Corbelli considera il reintegro una riparazione verso professionisti penalizzati e chiede maggiore attenzione ai presunti danneggiati dai vaccini. Bassetti considera invece quel provvedimento una concessione politica all’area no-vax e sostiene che le affermazioni sui danni debbano essere dimostrate attraverso evidenze scientifiche.
A quasi cinque anni dalle fasi più dure della pandemia, alla Zanzara il Covid riesce così ancora a produrre uno degli scontri più violenti della serata.













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